lunedì 26 dicembre 2011

A Natale si mangia

e ci si lamenta perché si mangia. Si fanno i regali costosi e ci si lamenta perché si spendono soldi per i regali quando questa non dovrebbe essere una festa consumistica. Si gioca d'azzardo e ci si pente di aver perso dei soldi quando c'è la crisi e si devono fare i regali di Natale e bisogna spendere dei soldi per comprare del cibo, fare una cena o un pranzo, invitare la gente a casa, giocare d'azzardo e perdere altri soldi. A Natale si perde un po' la rotta anche se si gira sempre in tondo. 

Si va in chiesa perché a Natale si deve andare in chiesa, metti un'offerta perché insomma, rendiamoci conto che un'offerta non si nega a nessuno, soprattutto a Natale; esci dalla chiesa e pensi che se pagassero l'Ici lo farebbero con le tue offerte. 

Se fossero costretti a pagare l'Ici probabilmente rimetterebbero anche le indulgenze plenarie, come quando hanno costruito San Pietro e altre chiese e poi avrebbero altre idee per fare cassa, come fecero allora, tipo obbligarci a fare dei pellegrinaggi (anche se già lo fanno) oppure dormire su dei letti d'ortica. Quest'ultima richiesta ha anche il vantaggio di dare una svolta all'annosa questione del sesso libero. Pensateci seriamente.

Il protestantesimo è nato per colpa delle indulgenze plenarie e loro lo sanno bene che è stato un bel casino a livello di proselitismo. Possono permettersi una cosa del genere? Riassumendo il ragionamento che non ho ancora riletto - e che a questo punto do per buono perché sono pigro e spanzato dal pranzo di Natale - potrei dire che se pagassero l'ici, sarebbero costretti a farci fare delle offerte maggiori, per esempio con delle indulgenze, motivo per cui in passato hanno perso praticamente tutti i credenti del centro-nord Europa (che non sono pochi). Visto però che con la Germania già non corre buon sangue, si può dire che non pagano l'Ici per non fare aumentare lo spread ancora di più. Sono caritatevoli.

Cazzo, se è veramente così, grazie davvero. Questo è quello che si intende per intercessione positiva della chiesa nella politica nazionale, non si deve pensare male. A Natale sono tutti più buoni, si sa. 




martedì 20 dicembre 2011

Scusate la latitanza, ma questo blog è soggetto a un governo tecnico

ed è occupato a non farsi fottere da un gruppetto di professori. 

Sono allibito da cosa leggo sui giornali, allibito. Nonostante tutto, «meno male che c'è Monti». Ma meno male de che? Bisogna andare alla Bocconi e poi restarci ad insegnare per tassare agricoltori, pensionati e giovani precari? Al contrario ci vuole un dottorato alla scuola del dottor Male o di Goldfinger che punta il laserone sugli attributi del signor Bond per agevolare l'oro, le caste, i ricconi e i burattinai senza farsi malmenare, ma anzi, facendosi lodare e osannare bipartisan. Ecco, allora sì che si magna cum laude. 

Fino a qualche tempo fa si diceva: "chi sa, fa, chi non sa fare, insegna"(era così, no?). Ora invece chi insegna, pensa di saper fare meglio di te che fai da una vita e tutto in barba alla proprietà transitiva...ma dico io. Certo - lo sapete bene - questo non è un blog leghista anche perché sono criticabili pure se hanno ragione. Strillate, gridate, fate casino e ve la prendete, ma per i motivi sbagliati. L'Imu è l'unica tassa che in parte resta ai comuni, l'unico barlume dell'agognato federalismo e voi lottate solo contro quella. Proprio non ce la fate, eh? Però almeno avete un po' di spina dorsale. Qui lo dico e qui lo nego: avete un po' di palle. Certo, la maggior parte del tempo usate le palle per pensare e qualcuno anche per esprimersi, però in questo caso, avete capito a che servono e mi piaciucchiate.  

Perché però nessuno difende gli agricoltori? Secondo me per loro è peggio che per i pensionati, ecco, l'ho detto. A conti fatti sembra che gli imprenditori agricoli e i contadini pagheranno il 10% di tutta la manovra grazie agli aumenti delle rendite catastali, all'iscrizione dei terreni e dei fabbricati al registro urbano. Lo volete gridare che per voi un terreno e un fienile non creano rendita, ma sono strumentali alla stregua di un trattore o di una zappa? Solo la Confagricoltura accenna un "eh, però!", mentre la Cia e la Coldiretti, che stanno sempre a parlare di stronzate, ora che dovrebbero alzare un po' la voce, niente, muti. Saranno contenti anche loro? Chi lo sa, valli a capire quelli che basta che fanno il mercatino sotto casa e sono soddisfatti.

L'agricoltura è ben altra cosa. 

Siamo sette stronzissimi miliardi di persone, in dieci anni arriveremo a nove miliardi. Che mangiamo, Iphone e tablet Samsung? 

- «Mmmmm, buonissimo il tuo BlackBerry, hai provato a mangiarlo con un eurobond o ad inzupparlo con un future su una commodities?»

- «Macchè, la morte sua è con un titolo Merril Lynch, oppure con un'obbligazione al rendimento del 3%. da leccarsi i baffi, mio figlio ne va letteralmente matto».

Aula Magna, nun se magna. 

Prevedo un Natale più o meno così:

- «Mamma, mamma, è arrivato Natale Babbo, dipendente dell'Equitalia di Campobasso»

- «No, dì che sei stato un bambino cattivo, per favore!!»

- «Ma mamma...»

E sì, ci vanno di mezzo soprattutto loro.  

lunedì 5 dicembre 2011

Non facciamoci gabbare dalle lacrime

perché a ben vedere questa manovrina da 30 miliardi come al solito mette le mani in tasca sempre alla stessa gente che paga regolarmente le imposte dirette e indirette. 

E non abboccate all'amo della rinuncia dello stipendio di Monti, perché prima s'è fatto nominare senatore e lui non vuole solo quello da presidente del Consiglio e da ministro dell'Economia, facciamo attenzione. 

A ben vedere infatti, che succede? Rimettono l'Ici, ma lo chiamano Imu e aumentano i valori catastali, quindi molta gente sarà costretta a vendersela sta benedetta casa, perché non potrà pagarci le tasse, soprattutto la seconda - magari la casetta al mare per il cui acquisto ha sudato una vita. Aumentano l'Iva al 23%, la più alta del mondo, indistintamente e senza darti la possibilità di scaricartela - come fanno nei posti dove l'imposta è alta - ma alimentando solamente il giochino del « dai, te famo lo sconto perché te levo l'Iva, signo'» che fanno muratori, idraulici, elettricisti, tappezzieri e tutti quelli che non dichiarano una mazza. Fammi scaricare l'iva che mi metti su un pacchetto di gomme e vedi che te lo chiedo lo scontrino, eccome.

Colpiscono le auto di grossa cilindrata, sì, ma superiore a 170 hp, che non sono mica tante eh, come le barche sopra i 24 metri che sono pochissime e gli elicotteri che insomma, quanti sono gli elicotteri?!

Non ho visto niente riguardo ai tagli alla Difesa e leggo invece che stiamo per comprare dei nuovi caccia Eurofighter Typhoon, al costo di oltre 10 miliardi di euro, 1/3 della manovra. Sono così utili se non siamo in guerra, ma facciamo solo missioni di pace?

Leggo in giro, ma non trovo neanche una riga riguardo alle auto blu, agli stipendi di quei fannulloni che ora, più che mai, passano la giornata a twittare cazzate e a giocare al solitario con il loro iPad2 in Parlamento. Ieri ho visto una jeep dei carabinieri parcheggiata davanti a Palazzo Grazioli: sbaglio o il signor «raddoppierò il mio impegno in politica» non ne ha più diritto?

Ah, certo, ritoccano le pensioni e non c'è più un adeguamento al caro vita, mi sembra giusto. 

Tutte cose che, se sommate, ridurranno i risparmi e naturalmente i consumi. 

L'unica cosa buona, a mio avviso, è la defiscalizzazione dell'Irap sui risultati d'impresa. Ecco, almeno così si potrà assumere un po' di più. 

Ma per il resto, no, non ci siamo. Poi perché s'è messa a piangere quella? Non s'è capito.

Infine mi chiedo, stasera Vespa farà un'altra patetica puntata sul Fiorello appena terminato o parlerà un po' di cose serie? Speriamo faccia la puntata su Fiorello così non me lo devo vedere.

domenica 27 novembre 2011

Hai voglia di ascoltare musica orrenda per due ore?

Vai in palestra. Desideri ascoltare musica orrenda insieme a delle ciccione scoordinate bancarie? (perché sono facoltose, pare). Fai acquagym. Hai voglia di ascoltare musica orrenda insieme a delle ciccione scordinate e dei vecchi bavosi e anche molto gay? Fai  l'idromassaggio mentre c'è la lezione di acquagym condotta da un palestrato in tutina acrilica smanicata e con la conchilia sul pacco. 

Fai come me, fatti del male con una lezione prova - prova un fico secco poi, perché a tradimento, ho pagato, un prezzo più basso, ma ho pagato - per fare 40 bracciate e recuperare le forze, ansimando in una vasca piena di attempati pederasta(s) alla Roman Sport Center, ho pagato 20 stronzissimi euri. 

Sì, va bene, scagliatevi contro di me; venitemi a dire che avrei dovuto - e potuto - facilmente immaginare che sarebbe stato uno spettacolo bieco. Sì, fate i saccentelli e ribaditemi che tanto sapevo già che non mi ci sarei mai iscritto. Fare un abbonamento annuale in tutto il centro per andare a nuotare una volta a settimana e sorbirsi pure un tale spettacolo. Mai e poi mai, certo. Però tutto ciò mi ha fatto pensare e anche parecchio sorridere a dir il vero.

Perché mentre le signore cercavano di tirare calci all'acqua e allargavano senza posa le braccia come galline cadute dal tetto in ethernit di un pollaio, mi sono girato e ho guardato al di là, verso una di quelle vetrate fashion che danno sulla piscina e ho visto un gruppo di gente che aveva deciso di ascoltare della musica orrenda, ma su una bicicletta finta, con un tipo che ti prende a parolacce anche se l'hai pagato profumatamente in una sala per niente profumata. 
Dall'altro lato poi, c'era il bar. Con tristi signori e plasticose madame che mangiavano barrette dietetiche e una solitaria minestrina di broccoli e farro a 15 euro: un affare. Un affare su per il c...sì. (Magari è quello che cercano però, non stiamo qui a giudicare. Parlo dell'affare.)

Docciatomi e rivestitomi, mentre cercavo di capire il perché non fosse possibile pagare soltanto un semplicissimo carnet di ingressi in piscina a un prezzo onesto (ossia non superiore a 10 euro), anziché tutto lo stupido e inutile pacchetto tristezza, un tipo ha rinnovato vicino a me il suo carnet da 10 lampade a 200 euro. Allora me ne sono andato. Sconfitto, ma fiero. 

Lo spinning. MAH!!

Non è incredibilmente frustrante pedalare, pedalare, pedalare fino a schiattare e non muoversi di un centimetro? Non è ancora più assurdo il fatto che questo centro di mostri sia a Villa Borghese e che oggi c'era una giornata meravigliosa, perfettamente adatta a un bel giro in bicicletta all'aria aperta?

Lo so, il parco è gratis e la spinta motivazionale si azzera. Di questo si tratta, di spinta motivazionale: non esiste il piacere di godersi una cosa in sé per sé, la si deve fare perché l'abbiamo pagata e l'abbiamo pagata perché la si deve fare. Bizzarro, uh? 

martedì 15 novembre 2011

Monti Python

Fermi tutti, c'è qualcosa che non va. Possibile che nessuno si renda conto che tutta questa polemica su tecnici o politici è una farsa pazzesca? Pura. Semplice. Fuffa.

Spiegatemi chi devono essere i politici non tecnici e i tecnici non politici; delle vallette, un maestro di sci, un avvocato che diventa sottosegretario all'agricoltura o una finalista per la Romagna a Miss Italia che viene eletta ministro del Turismo? È ovvio che chi sta al governo debba essere competente, è proprio questo il problema dell'Italia. Di che state discutendo da due giorni?

Tutti si improvvisano statisti.

I medici scoprono di avere un elettorato su cui puntare e diventano assessori al bilancio, oppure i piccoli imprenditori del nord manifatturiero e vaccaro si svegliano e diventano sindaci, vicesindaci, assessori alla sanità, alla cultura! Senza contare i mafiosi che entrano nei palazzi con le minacce e a cui danno il bilancio.

Basta con i politicanti e soprattutto basta con questi discorsi del cazzo. Pietà. Un imprenditore ha fallito nel considerare l'Italia una società per azioni, un'impresa tlc: non ha un palinsesto, non si debbono tappare i vuoti di share del mattino nè ci devono essere modelli come Uomini e Donne o il Grande Fratello ad allietare la piattissima prima serata di una larga fetta di lobotomizzati; l'Italia è una nazione e quindi va guidata da chi è in grado di analizzare i problemi e risolverli perché fa questo nella vita, non perché ha avuto 1500 mutuati, s'è scopato Emilio Fede quando voleva fare la valletta in tv oppure è finito in Parlamento perché era a conoscenza di qualche segreto incoffessabile, di qualche truffa o relazione extra coniugale. 

Chi sta al governo e decide per me - perché l'ho potuto scegliere io con il mio voto, questo sia chiaro - deve essere una persona che conosce la materia. E la deve conoscere a menadito, non averla studiata sul Bignami il pomeriggio prima di andare a Ballarò.

Che ognuno torni a fare il proprio lavoro e che si smetta di considerare la politica un mestiere, per favore. Potrebbe essere la volta buona. Potrebbe, ma quello deve decidersi a mollare per davvero, non fare comunicati sui telegiornali che hanno solo l'effetto di rendere lo spread altalenante e i mercati incerti. 

Vespa, non fare puntate in cui si parla di niente. La gente ti guarda - hai una responsabilità - poi la convinci che era meglio quando era peggio, su, un po' di buona volontà e per una volta rinuncia a fare la trasmissione a tutti i costi, stai a casa con i figli, soddisfa tua moglie, costruisci una nave in bottiglia, un plastico nuovo, che ne so. Basta che non metti carne avariata sulla brace quasi spenta.

Politicanti, tornate alle vostre passioni primordiali.

Gasparri, tu torna pure a fare la controfigura di un cactus nei film con Terence Hill e tu, La Russa, riprenditi il vecchio mestiere, ricomincia a spaventare i bambini quando non vogliono mangiare le verdure o non vanno a dormire presto, Sallusti non ce la fa da solo. Che le vallette tornino alle tv locali, che Gianni Letta venga rinchiuso nuovamente in un'ampolla magica e la smetta di succhiare sangue di vergini, di restare giovane grazie al potere di invecchiare alla velocità burocratica. 
Maroni apri pure quella tea room etnica e servi tisane al gelsomino; Di Pietro, Calderoli, Mastella, avviate quella fattoria equa e solidale che desideravate tanto e tu, Bossi, tu vaffanculo e basta.

mercoledì 9 novembre 2011

Sono andato in un ristorante scandinavo

e ho chiesto una Patata Svedese. Che a dirla così sembra che stavo in un bordello di Malmö, ma era al cartoccio, la patata. Riformulo. Sono andato in un ristorante svedese e al contrario di quello che si possa credere - non negare che l'hai pensato già dal titolo - non c'era neanche una figa, ma anzi, l'unica cameriera donna era talmente rubiconda e italiana olivastra che sembrava di mangiare in una taverna molisana. Senza nulla togliere alle taverne, eh.

Comunque sia, c'era questo posto che uno pensa di andarci perché ci sono le svedesi e invece no, gli tocca davvero mangiare roba scandinava. Ma cosa mangiano? Hanno sostanzialmente tre pietanze - patate, salmone, yogurt e patate scandinave (appunto)  - e le servono in tutti i modi, facendoti addirittura credere che le pietanze base siano quattro, ma non è così. Ah, poi c'è la birra tedesca. Allora che ho fatto, deluso dalla patata svedese, che non era come (e tantomeno chi) mi aspettavo, ho ordinato una Bionda Tedesca. Niente da fare, anche qui, delusione. Nessuna giunonica signorina con le trecce è arrivata al mio tavolo.

Allora che dovevo inventarmi per scrivere questo post nel modo più veritiero possibile? Cercare di farmi forse una Catalana cremosa? Esattamente. Ma indovinate, nessuna soddisfazione.

Sarebbe stato carino se alla fine una delle ragazze sedute al tavolo vicino al mio avesse detto: «sto colma». Ma non l'ha fatto. Avrei ghignato. Voi non l'avreste fatto?!


(nb, si dice scandinàvo e non scandìnavo)


martedì 25 ottobre 2011

È già fuori moda parlare di Steve Jobs?

No, perché io vorrei parlarne così così, non troppo bene, diciamo, e visto che lui alla fine è uno famoso per via delle mode, magari è già out nominarlo, chi lo sa. Per carità, ho un Mac e non tornerei mai a Windows, uso uno smartphone Android e non mi dispiacerebbe avere un Iphone se non costasse 399 $ + spese di spedizione; possiedo un Ipod e sono contento anche perché me l'hanno regalato. Non uso iCloud perché è stupidamente caro e fa la stessa cosa di DropBox che invece è meravigliosamente gratis. 

Ma detto questo, uso anche i cerotti, i freni della macchina, il forno, le scarpe con le suole antiscivolo e impermeabili. Lavo i denti con un dentifricio e uno spazzolino, faccio lo shampo: tutto ciò con l'acqua calda perché va bene dire «ha inventato l'acqua calda», ma te eri capace di farlo!? 

Io personalmente non so nemmeno come funziona la caldaia, piuttosto che il boiler, senza parlare dello scarico e dei depuratori. Fosse per le mie basi di scienza mi farei il bagno con l'acqua riscaldata nel pentolino e poi aggiunta nella vasca, ma non ho la vasca (chi ce l'ha ormai con questi spazi) né saprei il perché e il percome del gas, soprattutto quello ad allaccio pubblico (o privato), e poi l'acciaio inox di cui è fatta la pentola, lo sapreste creare con il vostro fantastico Mac? E se ammettiamo che nella più assurda delle ipotesi foste in grado di forgiare il pentolino con un Mac, avreste l'energia per far funzionare il suddetto computer?

Un po' di tempo fa ho scritto una cosa sulla possibilità di andare indietro nel tempo e dare un contributo alla società; ebbene, allora pensavo che non sarei stato utile a niente, perché ammettiamolo, non so fare niente di concretamente utile per la società. So solo usare le cose che qualcuno ha progettato, disegnato, costruito per me. Sì, potrei essere bravino nel farvelo notare, magari, ma non basta.

E se considero tutte queste cose, l'appellativo di genio del XXI secolo, di Leonardo da Vinci del III millennio (mi piacciono i numeri romani stasera, eh, pensate a chi ha inventato i numeri!!) bè, non me la sento di assegnarlo a chi ha contribuito a farci credere che alcuni status symbol siano alla base della nostra vita perfetta. Eppure, come detto, cederei e ho ceduto in molti casi ai suoi prodotti, ma ribadisco, ho speso il mio denaro per comprare tantissime altre cose che di certo non fanno di chi le ha inventate un genio agli occhi dell'opinione pubblica e nemmeno danno a questa persona o entourage di scienziati il giusto valore e riconoscimento che invece meriterebbero. 

Oh, avete mai pensato a come funziona una catena di montaggio? Avete mai visto "Com'è fatto" su Discovery Channel!? Quelle cose mi mandano fuori di testa.


«Da che mondo è mondo gli scienziati e i matematici sono considerati degli sfigati»: ho letto quest'affermazione su un tweet postato con un'app dell'iphone da un tipo che ha fatto sega a scuola e ho pensato bene di condividerla con voi - come del resto facevo al liceo, ma senza cellulare, nè computer, iphone, ipad... - Fin quando ci saranno dei falsi miti, che altro non fanno che creare insoddisfazione e dipendenza, la ricerca - quella che migliora davvero la nostra vita - non avrà mai il giusto riconoscimento. E questo blog è a favore della ricerca, sì, anche di quella su Google (di cui abusa)


(Se avete intenzione di usare Dropbox, fatemelo sapere prima di registrarvi che possiamo avere 250 mb di spazio in più a testa! È l'unico motivo per cui ho scritto questo post, se devo essere sincero.)

domenica 23 ottobre 2011

Ho capito

Ho
capito che siamo tutti pronti ad essere i primi impigliati nella rete della
Legge Reale bis. Per intenderci, quella che autorizza a perquisire casa tua,
solo perchè una volta hai detto che El Pueblo, forse, è Unido, perchè hai un
casco, o perchè, come ha detto un impiegato sessantenne al mio cospetto, “tu sei
uno di quelli che appoggia i black notes”...

Ettore ha contribuito a 16ottobre2011...continua a leggere...

venerdì 21 ottobre 2011

Octobre rouge

Era il 17 ottobre 1961, lo stato francese era in piena guerra d’Algeria. È da poco che si usa la parola guerra. A scuola si leggeva “gli eventi”...

bellissimo contributo di Dizaon su 16ottobre...continua a leggere...

(Un grazie a chi ha già iniziato a mandare email con le proprie esprerienze e a chi ha linkato sul proprio blog, continuate così!)

giovedì 20 ottobre 2011

Che strano, piove e a Roma c'è il panico

eppure sono sempre così pronti e preparati ai nubifragi. Davvero non mi spiego come possa essere possibile che questa volta il traffico sia andato in tilt, la metropolitana è bloccata (perché si blocca sempre la metro con la pioggia, dov'è il nesso? Non viaggia sottoterra?), la gente arriva tardissimo in ufficio, i bambini non vanno a scuola, le lontre e i topi geneticamente modificati giocano indisturbati per strada e vedrete, fra poco il Tevere sarà a rischio esondazione. Anche quest'anno non mi va di fare un post sull'esondazione del Tevere, mi sembra la storia di a lupo a lupo. Ma dico io, che cazzo. Volete capire una buona volta che d'estate, quando non piove, si devono pulire le condotte?

Ripetete con me: «bisogna manutenere i canali di scolo», su, è facile, «ma nu ten zio ne». Ahhh, ce la fate a ripeterlo 100 volte senza farvi aggrovigliare lingua e budella? Politici del cavolo, avventori, maniaci esasperati dell'ultim'ora, dipendenti assuefatti dal desiderio di vivere in stato d'emergenza, adrenalici del cazzo, se avete voglia di emozioni forti, provate per una volta a lavorare e rischiare di non arrivare a fine mese con lo stipendio. Vi odio. Odio voi e le vostre comodità tipo autoblu che non risentono del traffico, o tipo guardaspalle da discoteca punkrock che vi sorreggono l'ombrello come a una signorinella. Aargh.

Come fanno nelle altre città? Dico, piove ovunque, tantissimo, in tutto il mondo e solo in questa stronzissima città, ogni volta che fa due gocce, il panico, la fine sociale. Un casino totale. Ed è la prima pioggia. Solo la prima fottutissima pioggia dell'autunno. Vi meritereste di andare a fare gli assessori in India o in Thailandia, affrontare le piogge monsoniche - quelle sì che sono cazzute - e dire «siamo in stato d'emergenza». Sai che erezione, là.


16ottobre2011: manifesto (dal verbo manifestare)

Chi siamo? Che importa?! Cosa facciamo invece, quello sì che è importante. Pensiamo, questo è sicuro. Ma soprattutto...

mercoledì 19 ottobre 2011

«Non c'è fretta»

La mia testa funziona così, per immagini

e il 16 ottobre si è svegliata così, con un

 

lunedì 17 ottobre 2011

Il blog funziona, perché...

perché il blogger non è bello e non è brutto, non è alto non è biondo, non ha gli occhi azzurri né il profilo greco; non è ricco, figlio di papà, né morto di fame, poveraccio e fa pena agli altri. Il blogger non ti compra né si vende, il blogger lo fa perché ha voglia di farlo. Punto. 

Il blog funziona perchè se la gente ti vuole seguire lo fa per quello che dici, per come lo dici, per quando lo dici e non perché li obblighi a sentirti in quanto appari sui giornali più importanti o sulle televisioni (che magari sono tue). Il blog funziona perché se dici una cazzata io te lo faccio notare e viceversa; perché se dici una cosa giusta è lo stesso, ti applaudo, faccio da cassa di risonanza, da eco. Il blog è democratico e vive nell'unico sistema democratico che c'è rimasto a diposizione: internet. 

Perché se alcuni presidenti dei senatori del pdl - o uno in particolare - dicono che «il web è micidiale», non sanno che hanno ragione, ma non nel senso che intendono loro. Il web è micidiale perché nonostante ti dicano che alla manifestazione c'erano quattro gatti, puoi vedere che erano 500 mila oppure, se ti dicono che la polizia ha reagito solo per difendersi, puoi vedere che non sempre è stato così e allo stesso modo puoi vedere - per fortuna - le facce di quei maledetti a volto scoperto che avevano una bottiglia piena di benzina e l'hanno lanciata nella camionetta. Puoi vedere come sono andate le cose - e su questo blog, per esempio puoi anche vedere che c'era un sacco di gente per bene - e non farti raccontare come si pensa siano andate le cose, che c'erano solo facinorosi e violenti. 

Puoi vedere che gli indignati non sono la stessa cosa dei Black Bloc, ma non sono nemmeno i cobas del latte, quelli del popolo viola, quelli contro la privatizzazione dell'acqua o la tav,  oppure gli anarchici, i comunisti, i fascisti, gli ultrà, gli antiberlusconiani, i radicali pentiti, i liberali intontiti, i rappresentanti dei sindacati contro la Fiat, contro la Confindustria, contro i sindacati stessi o tutte le altre sigle politiche e non che ieri erano state pregate di non palesarsi, di non portare bandiere visto che per una volta si parlava del futuro comune e non delle singole battaglie, ma non l'hanno fatto. Voi che non riuscite ad uscire dai vostri cazzo di personalismi e fate perdere la rotta e la retta via., distogliete lo sguardo ai più, sminuite il bene comune. Su internet e sui blog puoi vedere che si va al di là delle sigle, non si incolpa nessuno e tanto meno si loda qualcun altro per avere un ritorno.

Il blog, il web: ne fai parte anche tu, non sottovalutare l'enorme potere che hai per le mani, devi usarlo nel modo giusto, farlo vedere a chi non l'ha ancora scoperto; usalo per svegliare la gente che ti vive accanto.

domenica 16 ottobre 2011

Black Bloc cattivissimi

Oggi c'era gente incredibilmente cattiva, una cosa da far accapponare la pelle. Un corteo che era un covo di criminali, non ci sono mezzi termini. Ne ho ritratto qualcuno, perché è giusto che anche voi possiate vedere chi è il frequentatore medio di queste manifestazioni anarchiche e comuniste, in cui si respira violenza.

(mi raccomando, fate andare di là i vostri bambini)













































Questa signora sta mostrando i proiettili di "gomma"
che spara la polizia sulla folla: dentro hanno degli spilli



























Quelle altre teste di cazzo  - perché di questo si tratta - che sono riuscite a rovinare una tale manifestazione di democrazia con i loro atti di violenza gratuita, non li voglio nemmeno sentire nominare. Sono lontani dalla mia cultura, dal mio modo di pensare e di agire; sono solo una piccolissima percentuale di quelle 300 mila persone che oggi erano a Roma. Questo blog non fa di tutta l'erba un fascio, in nessun termine.

Infine, volevo comunicarvi che ho caricato un video su Youreporter che dovreste vedere. 

lunedì 10 ottobre 2011

L'antro della Sibilla

 Un'esperienza meravigliosa sui monti Sibillini, nelle Marche. Sabato ho fatto trekking fino alla cima del monte Sibilla a 2174 metri, attrezzato solo di curiosità e fanciullesco stupore per la possenza della natura e la riconsiderazione del concetto di infinito, con lo sguardo che a Est volgeva al Mar Adriatico e ad Ovest alla Toscana, attraverso l'Umbria. Per il resto avevo le scarpe sbagliate almeno quanto l'abbigliamento, ma va benissimo così.

Le foto naturalistiche non sono propriamente il mio forte, ma voglio condividere con voi quel cielo, quelle vallate e l'alternanza di alcuni momenti in cui sembrava che masse di nuvole grigie - spuntate all'improvviso - ci avrebbero soffocato, una volta che fossero riuscite a raggiungere la vetta.  Sono arrivate e noi siamo riscesi, lasciandogli il posto. C'è anche una foto della vallata sotto Camerino, la prima. L'ho fatta all'alba, partendo per la montagna. Noi ci levavamo col sole e la nebbia ci faceva spazio, ma ancora scorreva come un fiume pigro sotto le nuvole e i monti. 
(e comunque sono ufficialmente appassionato di escursioni e camminate)





















giovedì 6 ottobre 2011

Ho visto gente che vedeva Mondrian (di fretta)
























Ecco chi mette in mostra la mostra.

Te la fanno vedere quando ancora è chiusa al pubblico (Mondrian inaugura domani al Vittoriano). Se conosci e ti piace l'autore bene, benissimo è una goduria immensa poter descrivere l'arte a parole tue, di getto. Per il resto invece, se si tratta solo di lavoro, probabilmente è più facile prendere la cartella stampa, si fa copia incolla - un po' di biografia, un po' di significato dell'opera - si aggiungono un paio di virgolettati dell'esimio direttore o dell'assessore di turno che  come al solito elogia più il museo, la città o la politica di governo (cittadino e non) che non l'autore e le opere in mostra. Ecco, si vedono così le esposizioni e poi si raccontano alla gente. Trovo tutto molto affascinante a dir il vero, l'ho fatto per un bel po' e mi manca.

mercoledì 5 ottobre 2011

Il giallo sta bene con tutti

Stavo facendo una passeggiata con l'idea di fare qualche foto in centro.
Niente di chiaro, solo qualche scatto. 
Ho visto questa ragazza e le ho chiesto se potevo ritrarla
mentre disegnava. 

- «Sure, no problem»























Mentre scattavo da un'altra angolazione
ho notato che anche altre persone 
erano interessate alla ragazza che disegnava...























Ma ormai a me interessavano loro.























Dritti sparati verso Dolce & Gabbana.

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una a caso

martedì 27 settembre 2011

Io faccio video

Ieri sera ho fatto un video, l'ho montato e messo su Vimeo proprio per farmi sbeffeggiare pubblicamente, pensate! Fa schifo, letteralmente schifo, ma mi sono divertito come un bambino a farlo e questo mi basta. 

L'estemporaneità della cosa mi fa mettere le mani avanti sulla qualità del filmato e del montaggio (fatto tutto in mezz'ora scarsa) sulla scelta delle pietanze filmate (tristi, ma sane), sulla pressoché inesistente organizzazione del set (c'è roba sporca ovunque e la pentola è decisamente brutta) e soprattutto sulla sceneggiatura: sì, non c'è sceneggiatura e questo traspare sin dal primo fotogramma è inutile che ve lo dica io. Detto ciò, cia' :)

commenti del genere «è una cagata pazzesca» a questo giro non lo so se sono ben accetti. Poi finisce che ci rimango male e mollo questa cosa dei video. Sono suscettibile, io.







lunedì 26 settembre 2011

Standard & Poor's make us poors

Direte, che palle 'sta cosa del rating. C'è un downgrade? E a me che mi frega? E no! Ci frega eccome. 

Aspettate un secondo, indosso dei vestiti più consoni per l'occasione, metto una bella giacchetta con le toppe marroni, inforco i miei occhiali (quelli della foto quassù) e anche se fa caldo, m'infilo pure un bel pantalone di velluto. Signorine avvenenti e disponibili, statemi lontano per un paio di minuti per favore. Grazie!

Finita questa manfrina, finalmente mi accingo a fare informazione, recupero una cosa che ho scritto per un quotidiano giorni fa e vi spiego perché ci deve interessare se abbassano il rating dell'Italia. Non l'ho mai fatto, ma mi sembra importante. Cos'è successo?

C’è stata una riduzione del rating sui titoli italiani - e non perché un gruppo di signori, come vogliono farci credere i nostri politicanti, lavorano per degli speculatori e sparano giudizi a cazzo di cane così che possano fare i porci comodi. No, esistono delle leggi di mercato - Comunque, i nostri Btp sono diventati meno sicuri di prima e di conseguenza devono poter garantire un rendimento più alto.

Considerando che il valore totale del Btp è dato dal prezzo dell’obbligazione più il rendimento, il valore dell’obbligazione sottostante, inevitabilmente diminuisce.  Chi ha quindi in portafoglio i nostri Btp è diventato d'un tratto un po' più povero e considerando che sono le nostre banche a detenere la maggior parte dei titoli, diventano, agli occhi delle altre banche straniere a cui chiedono denaro, controparti più rischiose.

Per chi non lo sapesse, le banche raccolgono denaro anche - soprattutto - a prestito da altri istituti, tenetelo a mente. Succede che le banche, se perdono credibilità, pagano di più la liquidità che raccolgono in giro perché il cost of funding, ossia il costo dell’approvvigionamento, aumenta. Tutto questo perché il sistema italiano è debole. E considerando che sicuramente non sono felicissime di questa cosa, indovinate su chi si rifanno infine per aver pagato di più il denaro da altri istituti creditizi. 

La risposta esatta non è le imprese, poiché possono comunque garantire un livello di solidità maggiore. Da qui il poco scalpore e l'assoluta mancanza di informazione tra i media attenti al "mercato". Provate invece à répondre: «i piccoli cittadini lavoratori che chiedono un mutuo per comprare una casa - finalmente - e non si accorgono che stanno pagando il prestito di più di quanto avrebbero pagato qualche mese fa». Risposta esatta!

C'è un signore molto perbene e gentile che si chiama Stefano Rossini che è ad di un società che eroga mutui. Il signor Rossini ha fatto una simulazione su un mutuo per acquisto casa pari a 140.000 euro di durata 20 anni. Da giugno a settembre gli spread tra le migliori offerte sono aumentati mediamente di 10 centesimi per il tasso variabile e di 35-40 centesimi per il tasso fisso. Se poi si prende in analisi un mutuo trentennale a tasso fisso, i tassi a giugno erano dell'1,35% mentre a settembre hanno raggiunto l’1,70%; quelli a tasso variabile, invece, da giugno a settembre sono passati dall’1,35% all’1,45%. La differenza è invece minima nei prestiti decennali perché il rischio di insolvenza per le banche è sicuramente minore.  

Qual è il succo del discorso? Mi sembra ovvio. Se non state attenti le banche vi inchiappettano perché sono loro le prime ad essere inchiappettate a causa di una politica nazionale che causa il downgrade.

Qualcuno ne parla? Pochissima gente. Continuiamo a sorridere delle seratine a Palazzo Grazioli, mi raccomando. 

venerdì 23 settembre 2011

Wow, viaggio alla velocità di un neutrino!

Non si può sentire, dai. È come dire, chessò: «ahaha, sono forte come Pollicino e ti faccio un culo così!». Superman battuto da un neutrino per ben e ripeto, ben, 60 nanosecondi che in base alla relatività del tempo formulata dal vecchio Albert Einstein - concetto che sembra ormai superato, peraltro - potrebbe a questo punto fare la differenza tra un rapporto sessuale completo e un'eiaculazione precoce. No, invece no, poiché non c'entra un cappero. Perché a parte in quel caso lì che è meglio se te la prendi comoda, la velocità, di questo si tratta, la fa da padrona, non c'è niente da fare. Siamo sopraffatti dalla velocità ed è la velocità il metro di paragone della nostra società per giudicare l'intelligenza. Chi è intelligente? Chi capisce le cose prima. degli altri Cos'è efficiente? Chi risolve prima i problemi. Perché un'auto, una moto, un treno o qualsivoglia mezzo di locomozione è meglio di un altro? Perché ti porta più velocemente dove devi andare. Poi arrivi subito e non sai che cazzo fare, ma questo è un altro problema. Con la tecnologia, per esempio.

Direte mai: 

- «Oh, ho comprato un computer fichissimo, riesce ad accendersi in una mezz'oretta scarsa!»

- «Wow, che culo, chissà quanto costa!»

E così via...

Scemi!

Un neutrino è un nerd della fisica e la velocità riesce a renderlo fico. E sebbene io non abbia niente contro i nerd, devo dargli un'accezione negativa perché sennò non so come concludere il post. In realtà già mi sono perso, se devo dirla tutta. Sono troppo veloce per capirMi, evidentemente. Inoltre, pensavo che ormai dovranno rivedere il concetto di figosità nei fumetti, nelle espressioni comuni dei giovani negli anni '60 e soprattutto dovranno spiegarci per benino cos'è un neutrino perché al concetto di luce pure pure ci arriviamo, ma (da Wikipedia) per dire: «Il neutrino è una particella elementare. Ha spin 1/2 e quindi è un fermione», devo studiare almeno altri due, forse tre - quattro se voglio approfondire anche la grammatica e i predicati (e a qualcuno farebbe bene) - nuovi misteriosi termini. Un macello.

Detto questo, adesso devo scappare perché anche se la velocità e blablabla, sono in ritardo!

sabato 17 settembre 2011

L'uomo che spiegava le vele

a gente che non le capiva e imperterrita si ostinava a strambare, insomma, a fare cose davvero strambe. Prima che i veri lupi di mare si estinguessero - perché nella lingua italiana si è iniziato ad utilizzare il termine banco di pesci e non più branco* per far contenti i pescivendoli - lui era uno di quelli. Un capo banco, un secchione da prima fila, signora maestra. Ora aveva perso il pelo, ma non il vizio di volerle spiegare queste vele, ma le sue, come detto, erano parole al vento. E il Vento di certo non aveva bisogno di farsele spiegare da qualcun altro, figuriamoci.

- «Senti Brezza, pensaci tu, qui siamo in vénti e non ci sappiamo decidere». 

- «Va bene», rispondeva la brezza, «ma solo perché in Libia tira una brutta aria e il Libeccio è mal visto mentre l'Ostro, di cui tutti ignorano l'etimologia, fa la figura dello stro** con tutti».

Ma non perdiamo la rotta e torniamo a seguire la scia del post che chiaramente è uno strascico estivo e ha ancora addosso l'afa che continua a farci sentire appiccicaticci; insomma, un post da paranza a maglie larghe che raschia su anche il fondale della botte che ho bevuto prima di mettermi a scrivere. Spegniamo la lampara e torniamo alle clac-sonate in re minore per le strade della città eterna che, lo sanno tutti, se avesse il mare...Niente, avrebbe il mare e comunque sarebbe sporco.


*supposizione dell'autore che seppur carente di effettiva prova empirica, dà chiaramente un senso all'espressione "lupo di mare". Sennò spiegatemela voi, su!

** completa la parola stronzo - e lo sapevate - ma questa cosa qui è scritta con un carattere davvero tanto più piccolo che quasi lo definirei timido e ciò mi fa abbastanza ridere

lunedì 12 settembre 2011

Ho realizzato tardi

che il problema era un altro. Che la paura si manifesta in modo diverso e in tempi diversi. Perché quando il tipo le si è buttato addosso toccandole il seno e poi io l'ho spinto via, in quel momento e dopo, io ero tranquillo, calmo.  Calmo.

Vuoi perché, seppur sia consapevole di non essere proprio uno spietato picchiatore (anzi!), mi ero ringalluzzito in seguito all'effetto della prima spinta, decisamente maggiore delle aspettative, vuoi perché eravamo nel pieno del fottutissimo centro di Roma alle 8 di sera e c'era un sacco di gente al bar all'angolo - gente che, devo dirlo, non ha mosso un dito, godendosi la scena mentre beveva spritz all'Aperol, ma che comunque era inconsciamente rassicurante - insomma, non l'ho vissuta malissimo, diciamoci la verità. Mentre lei era davvero molto agitata, io ero sicuro di me. Forse troppo, per fortuna è andato via da solo. 

La notte, ore dopo, ho realizzato e considerato la gravità dell'episodio con un'altra lucidità. Finalmente una reale lucidità. 

E se fosse stata sola? E se l'ubriaco avesse avuto un'arma? E se, andando via, sparendo per le  "innocue" vie del centro, ha fatto la stessa cosa con un'altra ragazza che non è riuscita a dfendersi?

Scusa se sono rimasto freddo, quasi fiero e consapevole della calma che ho manifestato (soprattutto a me stesso) nel gestire la cosa. Naturalmente so che rassicurare una persona col sorriso è certamente meglio che non alimentarne le paranoie spiattellando ansie ed eventualità con ipotesi catastrofiche - e di questo non mi pento - ma magari meritavi un abbraccio in più. Ecco. 


(Oh, uno spintone che nemmeno Bud Spencer, cazzo!!)

martedì 30 agosto 2011

In principio, nella mia totale oziosità estiva,

quando ho sentito la piccola formica camminare sul braccio, l'ho delicatamente indirizzata verso il libro che stavo leggendo e poi, usando il romanzo come ponte, l'ho fatta scendere sul tavolino di tufo.  Un paio di giorni seguenti ne ho risparmiata un'altra. Stavolta mi gustavo un ghiacciolo sul divano quando sento il suo leggerissimo calpestio sul collo del piede.

- «Eheh, piccolina, vieni che ti traghetto da qualche altra parte», dissi

Ingenuo. Qualche giorno dopo, in camera mia ce n'erano decine e decine intorno a una briciola di muffin sul comò. Erano centinaia; qualcuna si affolava su quell'unica briciola, qualcun'altra vagava impazzita e famelica, alla ricerca di altro cibo da trasportare. Più in là un pericolossissimo saliscendi di formiche incolonnate sul muro a cui era appoggiato il letto, proprio dal lato del cuscino. La colonna infame si infilava nel battiscopa per arrivare chissà dove. Amareggiato ho iniziato a combatterle. Prima con le mani, poi con un geniale dispenser elettrico di veleno trovato in camera di mio padre, indubbiamente uomo d'esperienza e ingegno. Un metodo crudele, sì, ma efficace. Se all'inizio mi sembrava eccessivo, dopo, quando hanno iniziato a cadere dal muro, stordite e agnognanti, devo ammettere di aver goduto.

Avevo risparmiato delle cercatrici. Mi avevano fregato a causa della mia buona fede, è questa la cosa che mi ha ferito di più. 

Tutto ciò è servito a risvegliare in me più di un senso sopito. Allora mi sono detto, queste formiche mi ricordano qualcosa, anzi, qualcuno.

Ho preso un giornale, ma era troppo tardi. Troppo tardi.

La manovra finanziaria ormai sarà approvata, hanno vinto di nuovo le formiche e non basta il Bayer elettrico, i pensionati, i sindacati, i giovani precari e gli onesti cittadini, non fanno la figura delle cicale, ma restano comunque a secco per l'inverno e inesorabilmente...moriranno ancora una volta.

martedì 26 luglio 2011

Solenne compostezza

Un'espressione che indica l'energia potenziale di un essere umano prima di compiere un movimento, un'azione. La "solenne compostezza" è quella delle statue greche, del Canova e del Bernini; la loro immobilità nell'attimo che si tramanda da millenni e protende al futuro che ci seppellirà tutti. Io adoro le statue del Canova e quelle greche, anche il Bernini non è mica male se devo essere sincero. Mi piace questa storia dell'energia che sta per esplodere in quel movimento che ancora non hanno compiuto o completato, ma che dà perfettamente l'idea di ciò che sarà. Sai come andrà a finire, è un po' come una fiction giallistica di Rai Uno: non succede niente, ma sai come finirà, solo che la qualità è infinitamente minore.

Questa cosa della solenne compostezza succede anche con certi animali a sangue freddo, capaci di restare fermi e immobili per ore e ore. Avevo un iguana (ho deciso che era maschio e quindi l'apostrofo non ce lo metto) e questo iguana - che si chiamava Gianfilippo, come il figlio scemo in quella sit com degli anni '80 - era scemo come il Gianfilippo che mi aveva ispirato. Aveva la sua bella scatola habitat con luce "crea le Galapagos a casa tua", un bellissimo ramo tropicale e piante succhia ossigeno, ma non troppo che ne adornavano gli spazi con gusto e sobrietà. Stava per ore sul suo ramo, si guardava intorno, era così fermo da sembrare finto e  di punto in bianco PAM! si lanciava sul vetro. Io sentivo PAM!, un fortissimo boato e andavo a vedere. Lui era ai piedi del ramo, aspettava un po', quindi risaliva, sostava un qualche tempo sul ramo e di nuovo via con un'altra roboante capocciata sul vetro (che era vetro plastica, eh). Era scemo Gianfilippo, ma non è di questo che voglio parlare, anche perché credo fosse diventato scemo per via del fumo passivo che gli sparavano nella scatola habitat (come cavolo si chiama? Box, terriera!?). Resta il fatto che quando l'ho fatto combattere con il criceto di Luchino è stato troppo magnanimo, ma questa è un'altra storia.

No, non voglio parlare di Gianfi, ma della solenne compostezza. 

Negli animali c'è una naturale fierezza che gli scorre nelle vene, nelle statue c'è armonia, perfezione quasi sovrumana, ma in alcuni meridionali che se ne stanno immobili per tutto il giorno al bar in piazza, no. Ecco, è qui che voglio arrivare. E mi fermo.

 
 

sabato 23 luglio 2011

Se il tempo è denaro

per la proprietà transitiva, il denaro dovrebbe essere tempo. È vero? Un'amica mi ha suggerito di parlare del tempo, giusto per scrivere qualcosa: ha ragione. Se chi ha tempo non aspetti tempo oppure - nella diversa accezione di tempo - vogliamo dire che non esistono più le mezze stagioni o che con la tramontana il pesce s'intana, non importa. 

Parlare del tempo è una meravigliosa scappatoia, ma non per forza una fuga dal tempo, un tempo in cui si stava meglio quando si stava peggio e io avevo molte moltissime cose da dire. Ma se il denaro è tempo, sembra giunto il tempo di farlo 'sto benedetto denaro perché qui il tempo stringe ed è tempo di pensare al tempo (futuro). Sbaglio, signò? Ci si rivolge sempre alle signore quando si parla di tempo perché le signore sono al contempo senza tempo e immagine del tempo (a meno che non abbiano ricorso alla chirurgia estetica: un finto antitempo, spesso fatta anzi tempo). 

Bei tempi quando c'era tempo per apprezzare il tempo. Quando la primavera te la godevi perché avevi tempo di passeggiare nei campi fioriti, mentre l'inverno avevi tempo per salire in cima (e ci voleva un sacco di tempo per salire in cima, allora) e poi scendere alla velocità della luce, che invece il tempo lo gabba per natura. L'estate era il tempo delle cicale e dei grilli, non dell'abbronzatura che «abbiamo poco tempo e poche ferie perché dobbiamo fare denaro, dammi l'olio superabbrustolente, amò» E l'autunno, che rappresenta il tempo che passa e muore o si riposa. Dipende.

È tempo di morire, come dice un famoso replicante su un terrazzo, sotto una pioggia che si confonde con le lacrime. Oppure è tempo di apprezzare il tempo, apprezzare tutto, mettendoci il giusto tempo necessario. L'esercizio della giornata è capire che il tempo non è denaro né il denaro è tempo, il tempo vale più del denaro. Capito? Buon week end a tutti.

martedì 19 luglio 2011

Black Bloc d'archivio

buco nero. Buio totale. Mi dispiace, ma non ho niente da dire. Sarà l'afa, la voglia di andare in vacanza oppure la fame nel mondo, le indagini sulla P4. Non so, il vuoto mi circonda, le parole si strozzano in gola e la pigrizia le rimanda giù senza neanche provare a farle uscire. 

- Ciao, sono una buona idea per un post, giusto un incipit, lo so, ma sono meglio di niente, non ti pare? Mi faresti uscire per favore così poi magari le altre parole vengono fuori appresso a me? Dai.

- No, vaffanculo, non vedi che sono in mutande sul divano cercando di creare inutili correnti d'aria per casa?

- Si, lo vedo, anche noi abbiamo caldo, ma abbiamo il dovere di uscire. È la nostra unica missione e tu ci devi aiutare
- Ho detto no. E poi sono qui a guardare Rai Uno che ormai campa solo di vecchio materiale d'archivio. Ah, bei tempi. Hanno ragione loro, perché stare qui a sbattersi per fare cose nuove e stimolanti se puoi vedere Mina a San Remo per la 40esima volta che canta Mille bolle blu oppure rivedere un simpatico sketch con Raimondo Vianello del 1972? Divino. Non mi stancherò mai di vederlo.

In stile mamma Rai anch io posterò un grande classico della risata con un video di Gigi Proietti o di Carlo Verdone; di quelli inediti che ancora non conoscete proprio a memoria, li sapete ripetere a grandi linee...Pensate, la mattina fanno Indietro Tutta, con Renzo Arbore.

No, non mi va neanche di postare una cosa trita e ritrita. Certo, non mi va neanche di pagare il canone, è naturale. 

- Hey, ma noi non lo paghiamo mica il canone, non l'hai mai pagato Ubi!

- Vi ho detto di ritornarvene da dove siete venute, parole del cazzo!


giovedì 30 giugno 2011

Al cinema non si pro-fuma

Che odore c'è quando Clarice entra ignara a casa del pazzo maniaco che usa la pelle delle ragazze cicciottelle per farsi un vestito umano? Quant'è forte l'odore di sabbia, polvere e cavalli durante la corsa delle quadrighe di Ben Hur? Giusto per dirne una...Oppure la scena del frigo in 9 settimane e 1/2: immaginate di poter amplificare il tutto sentendo il profumo delle fragole, della panna, della canottierina di seta di Kim Basinger, di Kim Basinger stessa... L'alito fumosissimo di Bogart, quello da alcolizzato di James Bond. Ma quanti paesaggi invernali, estivi, primaverili...l'odore di piedi, di sangue e di sudore di un combattimento della notte precedente con Tyler Durden...I fumogeni, l'adrenalina della rivoluzione parigina quando i Dreamers scendono in strada, l'odore nei bagni, nella metropolitana o il fresco profumo del parco dei Guerrieri della Notte. La puzza dell'accampamento di William Wallace, quella stantia nell'astronave di Morpheus. Milioni e milioni di film che sono, per certi versi, monchi. Non manca un arto, ma un senso importantissimo. Vada per il tatto e si assimili all'olfatto anche il gusto, ma col naso siamo ovunque, davvero ovunque, anche se non ce ne accorgiamo. 

Per ora non mi vengono in mente altri momenti particolari, anzi, vorrei che proponeste voi scene in cui sentite la mancanza  dell'olfatto e intanto mi chiedo se sia meglio poter disporre a casa di uno strumento dispensatore di odori tali e quali  a quelli del film per farti "vivere ancora più a fondo  e in modo ancora più reale l'emozione del grande cinema a casa tua ®" oppure come mi ha fatto notare G. quasi quasi è meglio che questi odori non ci siano.

Per provare l'emozione di immedesimarsi in un film o semplicemente in una scena, fare proprio il carattere o l'ambientazione in cui si muove il protagonista forse si deve poter lasciare spazio ad esperienze soggettive assimilabili a quella che stiamo guardando. Quando Marzullo si chiede le cose che si chiede sui film e sulla vita, sulla loro interdipendenza, ha ragione. Non lo sa, ma ha ragione. (Lo sa, lo sa)

Se vedo un tipo che vive in un loft super fichissimo di New York, inconsciamente immagino che quando entri in casa sua, ci sia l'odore di casa mia. Se sempre lo stesso tipo bacia una ragazza o fa l'amore con lei, ecco, immagino che la pelle della signorina odori come quella della ragazza che amo o che ho amato - A meno che non stia facendo sesso con Megan Fox perché in quel caso vorrei proprio sapere di che si tratta, ma tralasciamo - Se il Drugo beve un White russian, credo di sapere che odore abbia.

Mi spiego? Un ricordo d'infanzia per essere reale deve essere immaginato con i miei odori, non quelli altrui. Il profumo del "mio" luogo d'estate, del "mio" posto d'inverno. Dei banchi della "mia" scuola - non so perché continui a mettere le virgolette prima di "mio", va be'...


Ha senso? Sì, nel momento in cui mi rendo conto che non c'avevo mai pensato prima e che ora, pensandoci, sarà probabilmente una forzatura e quindi l'immedesimazione naturale svanisce. Forse...o forse no...

L'ideale in realtà sarebbe poter scegliere di sentire l'odore originale oppure no, come per tutte le cose.

lunedì 27 giugno 2011

Un appuntamento? Ci vediamo a settembre

E benvenuta realtà terzomondista, afosa e scansafatiche, quella della gente che «c'ha caldo» e che a lavorare ci va solo perché ci deve andare, ma in realtà è altrove. Un'idea, un progetto, una richiesta  di finanziamenti? Se ne parla a settembre. Volete organizzare un convegno, un incontro, un corso? Sempre a settembre...c'è poco da fare, in Italia il calendario ha 10 mesi, 10 e mezzo, va...

- «Nooo, ma sei matto? Vuoi organizzare un convegnetto o un incontro informale su “topic a scelta del lettore” adesso?! Ma non ti rendi conto che è iniziata l'estate?! Non importa se siamo ancora a giugno, formalmente è estate. Ne parliamo a settembre, così per novembre-dicembre lo facciamo, anzi, facciamolo per gennaio su, perché non sia mai capita sotto Natale, ma dopo la befana e comunque prima di Pasqua perché sennò stiamo da capo a dodici e dobbiamo pensare di farlo per maggio-giugno, ma prima di Sant'Antonio, che poi inizia l'estate. Hai capito?!

- «Ma è fra un anno!!»

- «Ehhh, che ce voi fa» - tono e sospiro da ciccione sudato che si asciuga la fronte con un fazzoletto di lino e lavora o meglio, è "responsabile" alla provincia - «è l'Italia, siamo fatti così, è fisiologico, intrinseco nell'animo nostro, popolo di poeti, eroi e naviganti, mica di organizzatori di incontri formativi o - scusa se rido, ahaha - di costruttori d'orologi, altrimenti ci chiamavamo svizzeri, no! (sigh!) Ora scusa, ma devo uscire a prendere il caffè...»

...e il tempo passa, le occasioni vengono sprecate e gli animi si spengono, piano piano, fino a quando molti di noi, fra qualche anno, avranno dei bei fazzoletti di lino in tasca e dalle 11 alle 12 di ogni mattina, andranno a fare scialbe quanto inefficaci avances alla cameriera del bar davanti alla sede della Provincia, ridacchiando e sbeffeggiando il ragazzo che pochi minuti prima «pensa, s'era messo in testa di organizzare qualcosa a cavallo dell'estate!»




giovedì 23 giugno 2011

Gra: sa' dda pagà

Il raccordo si pagherà. È sicuro, presto ci sarà un pedaggio con caselli e tutto l'ambaradan e a me pare pure giusto per certi aspetti. Certi aspetti che escludono sicuramente il vantaggio economico per le casse del comune, visto che i soldi non saranno né dedicati alla manutenzione del manto stradale né all'allargamento delle corsie esistenti nella provincia, ma andranno direttamente nelle saccocce statali.

Mi pare giusto pagarlo perché magari potrebbe essere un incentivo a rendere più efficiente il sistema di mezzi pubblici per i pendolari. Sarebbe ancora più giusto se quel sistema di cui sopra fosse migliorato già in concomitanza col primo casello costruito, certo, ma non esageriamo.

Insomma, magari la gente inizia a prendere il treno e il traffico, le emissioni, lo stress e gli insulti gratuiti si ridurrebbero almeno un po'. Paghi il pedaggio e non c'è super casino. Un posto civile. Se non fosse che però i treni per adesso fanno schifo, che i romani continueranno comunque a prendere la macchina anche per andare a comprare le sigarette al tabaccaio sotto casa e che la Lega ha vinto ancora. 

Chissà come l'hanno presa male Alemanno e Polverini dopo il durissimo lavoro che hanno fatto per attuare il loro infallibile piano strategico finalizzato ad ammaliare prima e annientare poi qualunque nemico d'oltre Po. Pensavano di essersela cavata con un piatto di pajata. Strano che non ci siano riusciti, il risultato era praticamente certo. Ora che perderanno anche alcuni ministeri di cruciale importanza, forse si ravvederanno sull'uso strategico della coda alla vaccinara, considerata "do ut des" di tutto rispetto. Poveri ingenui.

L'altro giorno pensavo che se ci fosse un sistema di metro che mi portasse al mare, col cavolo che prenderei la macchina. Un bel trenino su cui, in caso potrei pure caricare la bici: arrivo a Fregene o dove devo andare, scendo e giro con la bici, la sera la ricarico sulla metropolitana e torno a Roma. Lo stesso vale per il Circeo, per l'Argentario, per Ostia.

Ah, ma volendo già lo potrei fare, pensate, lo scopro ora. Per Fregene, per esempio, c'è un treno ogni mezz'ora circa, ci mette 32 minuti e costa 2,30 €.  Cavolo, non è meglio che farsi un'ora di traffico per arrivare, mezz'ora per parcheggiare e chissà quanto per tornare a casa? Sicuramente va un po' migliorato perché parte solo da Termini, Ostiense, Tuscolana e Trastevere e probabilmente la bici non si può portare, ma che ci vuole a mettere un vagone con i ferma ruota e aumentare la frequenza? Sarebbe una cosa discretamente civile. Lo stesso vale per i pendolari che ogni giorno devono andare a lavorare. Insomma, non ci guadagnerebbero in salute a prendere il treno e approfittarne per sonnecchiare, leggere, ascoltare della musica o conoscere qualcuno. Non trovo sia una tragedia, dico davvero.

Poi però leggo che Castelli ha detto che i romani sono «arretrati culturalmente» perché «non vogliono pagare» e là mi girano un po' le palle; diventa una questione di principio perché in fondo in fondo so che ha ragione. Il sindaco dovrebbe invitarlo a cena: una cacio e pepe fatta come si deve gli farebbe finanche rinnegare Alberto da Giussano, no? Col cazzo.


lunedì 13 giugno 2011

Abbiamo sbagliato, lo ammetto

Anzi, più che altro ho sbagliato io, è doveroso a questo punto, prendere atto della situazione. Ho sbagliato tutto. All'inizio ho sbagliato a farmi finanziare da persone poco raccomandabili e poi ho sbagliato a definirle martiri e convincere la gente a crederle tali, una volta morte. Sicuramente ho sbagliato ad affidarmi a certa gente senza onori né gloria, senza morale nè compassione. Ho sbagliato, sì. 

Ho sbagliato sicuramente - e di questo proprio mi pento tantissimo - ad abbassare vergognosamente il livello culturale medio dei miei connazionali solo perché mi piacciono le belle ragazze. Ok, non ho guardato in faccia nessuno e me ne sono fregato del futuro dei miei figli, ora che ho dei nipoti, un po' mi rendo conto che non cresceranno nel migliore dei mondi possibili e, be', sì, è un po' colpa mia. Poi ho sbagliato a non prendermi prima le mie responsabilità, ma anzi, fare in modo che un folto gruppo di personaggi - figli e pessimi emulatori delle mie stesse azioni egoistiche, innalzate a gesta divine - si facesse scudo e lancia in mia difesa. A far credere a un cactus, di essere diventato un gelsomino. Avete capito, parlo di quelle a cui ho dato poteri non essendo in grado di gestirli. Sì, ho sbagliato, punto e basta. Poi ho sbagliato a fare comunella con certa gente davvero poco carina e affatto simpatica che ora, non solo mi tiene per la palle, ma passerà pure da salvatrice della patria quando mi farà cadere e finalmente avrà questo benedetto federalismo, cribbbio!

Ho sbagliato in questi anni a nascondere sempre tutte le malefatte sotto il tappeto e far credere a tutti che il bozzo creatosi sul pavimento, altro non era che "un normalissimo effetto della cattiva manutenzione dei passati inquilini di casa". Avrei dovuto ammetterlo prima, su, non stiamo qui a nascondere questa cosa. Lo so, vi chiedo scusa, vi chiedo scusa per tutto.  Sì, certo, naturalmente vi chiedo scusa per le figure a dir poco barbine che vi ho fatto fare in giro per il mondo. Che ci posso fare, mi piace stare al centro dell'attenzione, scusate. 

Per farmi perdonare farei di tutto: oltre ad assumermi ogni responsabilità, farò i nomi dei miei complici di sempre, vi racconterò delle cose cattive che ho fatto, prima che vengano ignobilmente a galla. Sono colpevole dell'incredibile lassismo che mi circonda. Lo so, chiedo scusa. Perdonatemi e lasciatemi invecchiare in pace. Questo lo merita anche il peggiore degli uomini; sicuramente uno dei peggiori che l'Italia abbia visto negli ultimi 150 anni.

Ecco, se un giorno decidessi finalmente di dire così, forse alla fine ti perdonerei, ma se ora ti permetti a sminuire anche il referendum popolare, bè...vaffanculo di cuore.

lunedì 6 giugno 2011

Con le buone o...



Mio cugino mi ha linkato questo blog...Non so se sia vero - nel senso, non so se veramente  Rocco Siffredi deflori brutalmente chiunque abbandoni un cane da caccia dallo sguardo ritoccato con photoshop - e immagino che questa pubblicità non sia realmente in giro per la città, almeno io non l'ho vista. In ogni caso batte la sua Amica Chips di una lunghezza (la sua). No!?!