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mercoledì 18 gennaio 2012

Scrivo un post senza il permesso di Bossi

mi sa tanto di roba mediatica questa qui della Lega. Il fedelissimo Maroni che dice no e poi Bossi che dice ni e tutti che invitano i leghisti in tv e nessuno gli chiede, «oh, ma l'hai visto PresaDiretta!?».

Sbaglio o quando Saviano aveva parlato della 'Ndrangheta al nord, l'ex ministro dell'Interno - che vuole l'Italia divisa ed è un ossimoro - aveva chiesto di poter partecipare al programma di Fazio per dire che «no, no e ancora no, siete dei bugiardi, noi della Lega i mafiosi non li abbiamo in casa e voi tutti brutti, sporchi e cattivi, specchio riflesso a te, terroncello».

No, non li avrete in casa, ma li fate operare liberamente. In Piemonte e in Liguria se si continua così, per esempio, il piatto tipico sarà sazizze vrucenti con pipi e patate (salsicce piccanti con peperoni e patate: per chi chiama da fuori Locri) e non più la bagna cauda o il bagnetto verde (salsetta d'acciughe e prezzemolo: traduzione per gli 'ndranghetisti appena arrivati a Torino). Che poi le salsicce piccanti siano più buone delle acciughe è un altro discorso.

E non è solo la crisi. La 'Ndrangheta al nord è la diretta conseguenza di un'unità d'Italia forzata prima  e di una politica di lassismo poi che hanno danneggiato il sud, impoverendo le casse e le case di soldi e uomini. L'emigrazione forzata, il taglio infrastrutturale e il disinteresse industriale e culturale hanno fatto in modo che tutti gli uomini andassero via verso il nord Italia e oltre. Avete costruito e proliferato con gli sforzi e le fatiche di quella povera gente, lasciando che giù restassero solamente criminali e fannulloni e ora che anche al sud quelli non sanno più che fare perché l'economia è sotto zero, è normale che siano venuti da voi, miei cari amici dal fazzoletto verde.

Non ci vuole un sociologo plurilaureato né un dotto conoscitore della natura umana e dell'economia per capire che soldi chiamano soldi e la malavita, che di soldi ne ha e ne vuole di più, li insegue.

Ora vi rendete conto anche voi che aprire un'attività, cercare di vincere un appalto legalmente e investire in qualche cosa è diventato complicato. Mi auguro la smettiate di dire che gli imprenditori del sud non hanno voglia di fare un cazzo, ma capirete che per loro è tutto in salita, tutto più difficile. 

Senza parlare della politica. Volete i voti senza faticare? Ecco fatto che andate al Bar Italia di Torino e, promettendo grossi appalti «una volta che sarete in Europa», finite dritti dritti nella padella a cuocere con le sazizze vrucenti. Salami! Perché a quel sindaco che poi non ce l'ha fatta ad essere eletto, nessuno fa un cazzo? Non me lo spiego davvero. Resta impunito perché non sapeva, non aveva capito, peggio di Schettino che ha paura del buio.

«Eppure mi sembravano tutte brave persone; sì, due o tre avevano delle cicatrici sul viso, degli strani anelli giganti; Divertente il loro modo di salutare e rispettare i più anziani, m'è sembrato un gesto molto carino ed educato; qualcuno aveva dei fucili e un paio di pistole, ma su, da qui a pensare che c'era qualcosa che non andava...!» 

Potevano essere degli amici della caccia al tordo o dei poliziotti in borghese dal modo di fare un po' brusco, in effetti. Poi che strano, erano tutti del sud e parlavano dialetto come se si conoscessero bene, sarà stato un caso, ha ragione. Peccato non ce l'abbia fatta a diventare deputato europeo, sarebbe stato sicuramente una risorsa  importante per l'Italia una volta arrivato a Bruxelles. Ci siamo fatti scappare l'ennesima buona occasione con questi arresti ingiustificati e questa magistratura arrogante.

Detto ciò. La Mafia non si può sconfiggere, questo è sicuro. Almeno fino a quando continuerà ad operare dove lo Stato non c'è, assoldando poveracci senza alternativa. Se poi, come sta succedendo adesso, oltre a sostituirsi allo Stato al sud, ne inizia a fare le veci anche a Roma e al nord, sono davvero cazzi per tutti. E per favore, non fate di tutta l'erba un fascio, perché se continuate così a generalizzare, tra un po' «anche tutti i piemontesi saranno dei mafiosi, signora mia».

(a meno che non falliamo e allora se ne vanno tutti a fanculo in Cina o in Russia, là dove ci stanno i soldi e noi ricominciamo da zero)

domenica 16 gennaio 2011

Tron Legacy - Lega citron (che significa limone)

Visto che c'è poco da dire su Tron Legacy, a parte la serie di malcelate assonanze con Guerre Stellari, parlerò dell'acidità di stomaco che mi fa venire la Lega. 

Non avete notato i continui riferimenti di Tron a Star Wars?! Ma come no? 

Ok, ve li dico. Intanto quando si vede un tipo vestito da Darth Vader, con la maschera e la voce di Lord Fener, subito pensi: "Luke, sono tuo padre" e infatti glielo dice dopo 5 minuti. Ma non è il padre, perché il vero padre è vestito da Obi-Wan - ma con uno stile leggerissimamente più zen - e ha anche la stessa barba di Obi-Wan. Oltre ad essersi rintanato, come il vecchio Kenobi, in una zona desertica e irrintracciabile. E sono già due, facili facili buttate là.

Quando poi Sam, dopo aver lottato con un disco blu, contro due dischi rossi (i colori richiamano un certo duello), prende in mano l'affare per azionare i "motocicli" e pensi, "ok, finalmente tira fuori una spada laser ". E lo crede anche il giovane Flynn che infatti viene deriso dal servile direttore dei giochi e dal pubblico di programmi.

La scena delle moto una figata.

A un certo punto però la spada laser arriva, eccome! Arriva nel bar che sembra la versione berlinese del locale di indovinate quale film?! Ed è lì che tac, spade laser a go-go e braccia tagliate che poi saranno ricostruite. L'avete visto da qualche parte? Fammi pensare, dove potrei aver visto la scena di una mano che viene mozzata da una spada laser e poi ricostruita? Non so proprio. 

Non contenti della serie di scopiazzature che si sono palesate fino a questo momento del film, il malefico Clu pensa bene di creare un esercito di cloni; da non credere! Un esercito di cloni, geniale!

Il regista dovrebbe essere decisamente denunciato per plagio, ma considerando che è uno sconosciuto, nessuno lo rintraccerà. Pensate sia finita qui? Ingenui. Indovinate, c'è una sequenza di combattimenti aerei su jet che sono a dir poco identici agli X-Wing, ma incredibilment identici, solo che questi hanno dei cannoni posteriori parecchio comodi. Devo dire che la fantasia tocca vette difficilmente raggiunte negli anni SETTANTA!

Naturalmente alla fine c'è un sacrificio che non stiamo qui a specificare, ma come molti di voi possono immaginare, richiama fino al ridicolo un'altro sacrificio di una famosa saga fantascientifica che ho visto qualche tempo fa, ma di cui non ricordo il titolo, mi dispiace.

Detto ciò, dovrei parlarvi, come ho anticipato prima, dell'acidità di stomaco che mi fa venire la Lega. Ma non lo farò. Perché intanto non c'entra un bel niente e poi perché mi piaceva solo il gioco di parole del titolo del post, tutto qui. Va bè, sì, la Lega mi sta sullo stomaco come una limone spremutomi direttamente in bocca.  Sai che novità!

Ah, ma il film è figo, eh!!

martedì 14 dicembre 2010

Io ne ho...viste cose che voi umani non potreste immaginarvi

Navi da combattimento dei carabinieri in fiamme al largo dei bastioni di Orione e in via del Babuino.

E ho visto i raggi S, (san pietrino, ndUbi) balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser, di piazza del Popolo e via Flaminia…

Ho visto teste di cazzo rovinare tutto con le loro spranghe e bottiglie incendiarie, perché quelle di champagne erano rimaste in frigo. E ho visto giovani che manifestavano per le loro ragioni, messi in mezzo e picchiati per colpa delle teste di cazzo di cui sopra.
E tutti quei… momenti andranno perduti nel tempo delle repliche tv e dei talk show…perduti nel tempo delle fiducie comprate; delle colpe di chi è capro espiatorio anche quando la situazione è più complessa di quella che sembra. Perché c'è da dire che non è certo colpa della signora Tulliani in Fini (o dei Fini in Tulliani durante i loro momenti intimi) se è successo quello che è successo. Come tutti vogliono farci credere. «Perché era meglio non alzare polveroni inutili». Inutili li chiamano...

Come… lacrime… nella pioggia…si perdono anche i disturbatori di professione: quelli della Nord e della Sud, le curve che raddrizzano le spranghe, coi volti nascosti da sciarpe e caschi non per paura di essere riconosciuti, ma per la vergogna. E dei centri di gravità della Destra aggressiva e della Sinistra strillona. Si perdono nelle vie distrutte, nelle vetrine infrante, nelle teste spaccate e nei salotti buoni dove si ritirano i mandanti che oggi gridano, domani cantano insieme.

È tempo… di morire… »


(Grazie a Patè per l'ispirazione e a Rutger Hauer per l'adattamento che ha promesso di recitare semmai dovesse fare un film sui replicanti)

martedì 12 ottobre 2010

È una vineria un po' invernale,

ma andiamoci lo stesso, è molto carina e si sbevazza divinamente... Ci sediamo e tra tutte le bottiglie di vino c'è un libro, il Codex Seraphinianus di cui ho messo qualche immagine qui un po' di tempo fa (potete scaricare il pdf qui). No, prendilo, non l'ho mai sfogliato dal vero, è introvabile! Ci sono solo poche copie che costano 600 euro o più e la seconda ristampa, uscita per la mostra di Milano e New York di qualche anno fa, è una vera rarità. 

iniziamo a sfogliare il codex (che ha anche una dedica) e spieghiamo di che  si tratta a un paio di amici attavolati con noi; ci lanciamo in descrizioni mistiche di Luigi Serafini, autore schivo e poco conosciuto (ingiustamente) dal grande pubblico. Un genio assoluto che ha inventato un universo parallelo, con animali, fiori, oggetti e personaggi bizzarri, scritto in una lingua incomprensibile. 

L'oste si avvicina e ci dice: «Ragazzi, attenti a quello che dite perché l'autore è qui». Sì, col cavolo che ti crediamo! Non prenderci per il culo! «Vi dico che è qui!». Ci giriamo e c'è un signore con la faccia da artista, vestito da artista, con l'aria da artista. Lei è Serafini?!?!

Era lui. Una probabilità su un miliardo, ci pensate?! Era timido, un po' imbarazzato dal nostro fervore (soprattutto il mio e di G.). Si è avvicinato al tavolo, ha preso il libro e ci ha spiegato alcuni disegni.  Quando è andato via ancora non ci credevamo. Intanto il proprietario è arrivato e ci ha portato dei bicchieri e una bottiglia offertaci da Serafini. Un galantuomo, un vero genio. Non siamo riusciti a ringraziarlo, vorrei farlo ora.

(Un culo pazzesco)

martedì 7 settembre 2010

Stelle cascanti, domande ai passanti

Immaginate (pausa ricca di enfasi), cosa succederebbe se la stella di una costellazione qualsiasi esplodesse o si spegnesse? Quali sarebbero le conseguenze sull'astrologia? Quel tipo brizzolato che assomiglia a Bigazzi, ma non è lui; quello col nome strano che fa libri/inserto su autorevolissime riviste come Gioia o Eva3000, verrebbe licenziato? Sarebbe il caos dal parrucchiere, è inevitabile. La signora che fa le carte a piazza Navona dovrebbe iniziare ad aggiornarsi? E a me, che degli astri non frega niente, inizierebbe a importare qualcosa? Non credo.

In ogni caso se fosse mai possibile che durante la nascita di un bambino il suo carattere venga influenzato dalla spinta attrattiva del nucleo della Terra in rapporto a Marte che sta in Urano - o se gli dice bene, una volta ogni tanto entra in Venere - oppure dalla costellazione del Toro, (quello che nei Cavalieri dello Zodiaco perde sempre, ma proprio sempre), perché è nato a maggio e una stronzissima stella esplode e cambia i connotati della costellazione in questione, il bambino, mi chiedo, ha più o meno possibilità di scopare appellandosi solamente a un buon utilizzo delle  doti  caratteriali acquisite? 
 

E mi chiedo, il bambino nato nello stesso momento in cui sono nato io - e ce ne sarà uno nel mondo - devo cercarlo per capire se anche a lui rompono i coglioni con questa storia della personalità doppia perché è dei gemelli oppure, magari, è la reincarnazione di un monaco tibetano e allora mi chiedo, perché non lo sono io!?

E se esplodesse la stella polare? 

So' problemi!!
 



Branko, si chiama Branko, branco di ignorantelli che credete a queste stronzate!

lunedì 21 dicembre 2009

Comparsate

Scuola. Una lezione qualunque. C'è una professoressa molto sexy e la classe è composta da una ventina di alunni, misti, sia uomini che donne. Si parla di macrosistemi in termini davvero vaghi. Inizia un gioco di sguardi tra lo studente seduto all'ultimo banco, classico ripetente, un po' bulletto, avrà 25 anni! La telecamera fa primi piani randomici e inquadra anche delle ragazze e qualche maschio. Suona la campanella, gli studenti si alzano e vanno via salutando la professoressa, ma non il bulletto, lui rimane seduto, con la faccia tipica di chi la sa lunga.

Inizia un film porno che terminerà come tutti sanno.

Domanda: gli altri ragazzi inquadrati e quindi mere comparse, possono dire di aver fatto un film porno o no?

Il padre di una di quelle ragazze riprese in primo piano, può incazzarsi perché la FIGLIA HA FATTO UN PORNAZZO oppure no?

Secondo me sì!

giovedì 26 novembre 2009

Der Blaue Reiter

Le strane coincidenze.

Ieri mattina sono stato all'inaugurazione della mostra di Marianne Werefkin al museo di Roma in Trastevere per conto del giornale. La tipa è una di quelle che nel suo salotto a Monaco, nel millenovecentoeunpo' ricevette un sacco di artisti, scrittori, poeti, musicanti e pittori (che poi artisti bastava, ma io amo gli elenchi), ma soprattutto è stata tra le fondatrici del Der Blaue Reiter (cavaliere azzurro o blu, come vi pare) insieme a Jawlensky, Kandinsky, Munter, Marc, Klee con cui s'è dato vita al movimento espressionista non figurativo. Insomma una figata.

Ma il punto qual'è?

Ieri pomeriggio gironzolando per una bancarella di libri usati/vecchi/lisi mi è saltato all'occhio un saggio dal titolo: "Astrazione ed Empatia", dell'allora giovanissimo Wilhelm Worringer e l'ho comprato lottando un po' sul prezzo perché, come ormai avrete capito, sono affascinato dalle teorie sull'empatia, soprattutto nell'arte, ed ero molto curioso di riempirmi la testa di teorie che non portano a niente. Cosa che amo fare grazie al cielo. Orbene, iniziando a leggere la lunghissima introduzione al libello di storia dell'arte, vengo a sapere, pensate un po', che il caro vecchio Wilhelm s'è fatto pubblicare da Piper, nel 1907 e chi era Piper? Era, cito testualmente, "l'amico intelligente dei nuovi artisti, editore, di lì a quattro anni, del Cavaliere Azzurro, nonchè del saggio Sullo spirituale nell'arte di Kandiskij". In pratica "l'astrazione (di cui sopra) veniva definitivamente associata alle prime tendenze astratte della pittura", una sorta di quasi manifesto del movimento.

Sarà un caso o il destino, ma questa serie di coincidenze mi ha lasciato a bocca aperta portandomi ora a scrivere questo post. Potrei snocciolarvi tutta la teoria dell'amico Worringer, ma non lo farò, anche perché non ho ancora finito il saggio.

Chiusura delle trasmissioni e beccatevi sto Kandinskij