lunedì 29 novembre 2010

Interno giorno

dalla finestra aperta le tende tentano di rallentare i raggi tiepidi del sole d'autunno, quello delle 2 di pomeriggio; entra del pulviscolo che balla un valzer muto, fortissimo, dal ritmo irrefrenabile. Qualcuno sonnecchia sulla poltrona, mentre la tv senza volume ciarla, discute, scasalinga casalinghe private delle loro emozioni, farcite di quelle della conduttrice e degli autori. Qualcun altro riposa in camera con la radio accesa, le voglie spente. Il cane è beato, tramortito, con il lungo muso sul tappeto colpito da quei raggi che sono riusciti a farsi largo. Di là, nella vecchia cucina, cade una pentola: un colombo, un piccione (qual è la differenza?) una coppia che s'incontra nel letargo degli altri. Non si sa, ma la casa si sveglia e il romanzo finisce. Inizia la realtà. L'operatività, i problemi, il quotidiano; la normalità, certo, ma con i tempi sbagliati. Dov'è, che fa, dove l'hai messo, a che ora torna, ma dove vai!? Il caffè!!

Tutta la poesia svanisce perché il brulicare frenetico della vita uccide gli animi pacati. Devo rallentare. No, non posso tornare ai pranzi fuori, alle pause caffè, al prendo un'insalata veloce e la mangio sulla scrivania. Ho bisogno del meriggio, della siesta. Avrò bisogno del meridione. 

Venerdi torno a Roma.

36 commenti:

  1. sexy e divertente ... ma dai scherzo, è un bel pezzo...

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  2. @Diz: eheh, era anche sbarazzina ora che ci penso!

    @Diario: dopo mangiato le voglie scemano...

    @Andrea:eh, mannaggia!!!

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  3. resta dove sei, che a roma muoiono registi, non è un bel posto, e piove, anche.

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  4. @renton: non ti si vedeva da un po'...ben tornato :)

    ...grande perdita...lo credo bene che piove...

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  5. io, la domenica, faccio finta che non esista.
    infatti è incazzatissima con me.

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  6. "Resto qui", perchè i colori sono generosamente caldi e gli odori calorosamente intensi; "Vado via", perchè il caldo impigrisce l'anima e oscura gli orizzonti;"Resto qui", perchè lentezza significa tradizioni, appartenenza, conoscenza di se stessi; "Vado via" perchè lentezza è immobilismo, degrado, annientamento di se stessi...è l'eterno dilemma dell'emigrante, condannato ad una inquietudine senza requie, alla instabilità nostalgica e orgogliosa di chi sa da dove viene, ma non avrà mai chiaro dove deve andare, ad un'altalena di sentimenti presbiti che si materializzano nella distanza e prendono forma nella dimensione del ricordo!!E' il contrasto irrimediabile di chi viene dalla terra dei contrasti che sola genera poesia!

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  7. Uè Bella Gioia... alle 2 si lavùra! Che non è che siamo qui a far gli enti di beneficenza!

    Mi sa che passare troppo vicino a Milano mi fa male...

    Cordialità

    Attila

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  8. che poi, ogni volta che muore un pezzo grosso del mondo dello spettacolo, intervistano Villaggio...
    costui è l'highlander? ne resterà soltanto uno e sarà lui? ai posteri l'ardua sentenza..

    ps: che ha che non va Roma, Ubi?

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  9. @Andrea C: Trattala meglio, che ti costa?! Ps, sono incappato in Helter Skelter, bel progetto

    @Anonimo: "resto qua" per questi commenti commoventi, "vado via" perché ricordo queste cose solo quando scappo e da lontano sembra tutto più bello, ma non è così. Un po' come dire che se resto troppo finirò per odiarlo il sud, ma se non vado via non potrò tornare per cercare di migliorare le cose che ora non mi piacciono

    @Attila: dovresti passare un po' di tempo in calabria, ti ospito io, promesso.

    @Diz: te l'ho detto!

    @Andreolo: Perché i grandissimi rimasti non si fanno intervistare certo da Vespa o da Costanzo, tipo Olmi...
    Adoro Roma, è la mia seconda città, ci vivo da 10 anni, prima per l'università, ora per lavoro, ma ogni volta che passo del tempo giù ricordo quali sono certi piaceri dimenticati che solo il sud può darti - certo, poi ci sono una serie di cose che ti fanno davvero incazzare, ma questa è un'altra storia -

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  10. lascia lo stream of consciousness a chi lo sa fare.
    tipo renton

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  11. @oceano: non capisco come mai se non ti vada bene niente di quello che scrivo continui a venire qui, a questo punto proprio vorrei saperlo!

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  12. piccola la damigiana : 38 litri di nocino a 36% di alcool, a testa si fa 19 litri, di quanto aumenterà il nostro tasso alcolico se ce li beviamo in 4 ore ?

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  13. Il meriggio è una pietanza che ognuno di noi dovrebbe preoccuparsi di ingerire almeno una volta al giorno. A volte mi capita di fare il contrario. Intenta ad annaspare nella città, volgo lo sguardo a qualche luce accesa, in qualche remoto edificio e provo a visualizzare cosa troverei se invece del treno che parte dopo 5 minuti mi trovassi a varcare quella soglia.
    Non hai la funzione di iscrizione al tuo blog, ci dispiacerebbe perderti ... ma ti scoveremo.
    Yin

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  14. @Diz: vogliamo invitare qualcun altro? Altrimenti io ci sto ad andare in coma etilico da nocino fatto in casa con manine francesi

    @Eretici erotici: credo che troveresti la solitudine di chi non conosce nemmeno chi abita sul proprio pianerottolo perché ormai in città c'è tempo di dire solo buon giorno e buona sera per le scale. Non era pubblico, ora c'è (credo!), mi affidavo solo ai blogroll ;)
    Bell'incontro il nostro, ormai ne sono certo; sono davvero contento.

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  15. @oceano Visto? Hai fatto arrabbiare Ubi non ci venire qui no?

    @Ubi lasciali cuocere nei loro oceani.

    @andra ma cobain come kurt... waldheim?

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  16. non lo faccio io, è il mio fidato socio che lo elabora, con una damigiana possiamo invitare una centinaia di persone, dove le mettiamo ?

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  17. Supernova, come Cobain, io sono troppo diplomatico per fare il diplomatico (ho googlato. sono pure troppo ignirante per fare il diplomatico)

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  18. Io son mica al sud, ma tanto quando sono a casa al pomeriggio, la siesta me la faccio eccome :-)
    Ps: le casalinghe che si scasalingano è bellissimo!

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  19. Non potrai sapere cos'è il pulviscolo finchè non metti piede in casa mia. Dopodichè il tuo piede sparisce. Nel pulviscolo.
    Io sono il meridione.

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  20. @Diario: grazie! anche se non sono arrabbiato, solo un po' stranito!

    @Diz: e come si fa? Nella campagna emiliana direi (o romagnola?). In provenza!

    @Vaniglia: nord est va benissimo!

    @Patè: Eri già il meridione, anche senza pulviscolo...e cmq gli acari si sa, sono la piaga di questo secolo.

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  21. Io lo trovo ogni tanto il mio meridione, pallido e assorto.

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  22. grazie!!è un bel racconto..evoca immagini molto suggestive e induce riflessioni molto profonde..

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  23. Capita a tutti di essere rimasti ipnotizzati a fissare il pulviscolo nei raggi di luce, come un plancton dello spirito, o forse con la sorpresa degli iniziati che hanno appena scoperto la prova dell'esistenza di quella misteriosa sorgente della polvere che si posa ovunque, ma che non si sa mai da dove viene...

    @Ettore Aldimari: quello "pallido e assorto", al massimo è un meriggio di Liguria. Mica tanto meridione... ;-)

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  24. al massimo riesco ad ospitare 30 persone, facciamo 4 turni ?

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  25. Ma montale nel senso di Eugenio? O montale nel senso ... tipo frase da bung-bunga detta da un cinese....

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  26. Non saprei, Ubi, forse in quel "Venerdì torno a Roma" ho trovato più malinconia di quel che, effettivamente, volevi comunicare.
    Film miei, insomma.

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  27. @Ettore Aldimari: :-D Bella questa!

    @Alligatole: tu che ne dici?

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  28. @tutti: e che dovevo dire? :)))

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