lunedì 5 luglio 2010

Ieri sera mi sono addormentato

leggendo "Viaggio al termine della notte" di Cèline e ho sognato la guerra. Io ero in guerra, ma non la combattevo, almeno non in modo convenzionale. Senza armi né bottoni rossi, ma con l'astuzia di chi ha capito che le battaglie si vincono a teatro, influenzando l'opinione pubblica. 

Che è un po' quello che succede qui; l'unica differenza è che qui la gente non ci va mica al teatro e la televisione la guarda sì, ma non quella giusta. Allora è come leggere Repubblica, no? Se tu un'idea già te la sei fatta e stanno sempre lì a confermartela e, anzi, ad alimentartela, allora non serve a molto. Le cose te le devono fare capire se sei abituato a pensarla in modo diverso. 

Se uno di sinistra leggesse Libero o il Giornale allora potrebbe capire come agire e viceversa per uno di destra che non dovrebbe stare lì a farsi cullare dalle cazzate che nemmeno Feltri e Belpietro pensano. 

Lo stesso vale per le guerre di religione: loro ci conoscono bene, noi non sappiamo un cazzo di quella cattolica, figuriamoci delle altre. Non ce ne preoccupiamo affatto e vediamo il nemico come Borghezio vede un operaio di Crotone senza aver mai assaggiato la parmiggiana della madre o aver mai provato a vivere in un magnifico posto purtroppo dov'è tutto più difficile. Anche per colpa di quelli come Borghezio . 

Ecco, se ci si conoscesse un po' meglio, la guerra non esisterebbe, ma forse Cèline non avrebbe scritto questo capolavoro.

Il compitino della settimana è cercare di capire il diverso.

12 commenti:

  1. Un genio della normalità Céline! condivido il tuo pensiero, se riuscissimo a metterci nella condizione di conoscere l'altro, tutte le incomprensioni svanirebbero, a nudo di tutte le giustificazioni e le false motivazioni addotte alle guerre, queste non avrebbero nessun motivo di esistenza! ;)

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  2. Personalmente coltivo ancora l'ottimistica visione che qualcuno possa cambiare opinione sul prossimo. Magari sono pochi. Magari ci vuole un sacco di tempo. Magari lo faranno i tuoi figli, o i figli dei tuoi figli. Ma prima o poi succederà.

    Però quello che dici è vero. Diciamo che gli estremi tendono a essere radicali e - soprattutto - radicati. Ma c'è pure un sacco di gente che sta nel mezzo. E se pensi che Bondi fu sindaco comunista di Fivizzano tra il 1990 e il '92, può succedere proprio di tutto. ;-)

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  3. Fammi capire... dovrei andare a farmi una chiacchierata con Felipe Melo?

    Io

    Cordialità

    Attila

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  4. Quello che dico da sempre:" CERCATE DI CAPIRMI!"

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  5. @Petrolio: ecco lo vedi che c'è qualcuno che mi capisce!? E ben arrivato/a :))

    @Marziano: Mi sorprende che sia stato sindaco e ora è ministro, questo mi sorprende, no destra o sinistra! Ah, mi sorprende anche che scrive poesie!!

    @Attila: ecco sì, più o meno!

    @Metro: non ti sforzare troppo però, mi raccomando

    @Grace: ma noi ti capiamo! ;))

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  6. post molto empatico.
    Cerco di capirmi, che sono diversa..

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  7. premesso che Céline non ti avrebbe brontolato per l'accento messo male, ti consiglio altamente i fumetti di Tardi con i testi di Céline (in french) edizione Gallimard.

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  8. @Patè: capisciti e spiegàti al vento

    @Diz: mea culpa, sta storia degli accenti francesi non l'ho mai mandata giù...cercherò i fumetti ;)

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  9. Io copio il compitino dal Marziano!

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  10. tutto, ma non farmi leggere belpietro!

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  11. Ubi..perdonami..non potevo NON PREMIARTI!
    Pssa in Val Gina...

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