Terrorismo è una parola che non significa niente. Perché se dobbiamo considerare l'etimologia del termine, che deriva evidentemente da terrore, allora i ruoli e i protagonisti si confondono tra loro. Perché il terrore, per esempio, è anche alla base di molte religioni, non solo monoteistiche-musulmane-donnamettiilburka, anzi.
- «ATTENZIONE. La Farnesina sconsiglia vivamente di passare delle vacanze nella Città del Vaticano o nei dintorni, state alla larga dalle chiese e dai predicatori. Non parlate con nessuno, tenete a distanza gli uomini vestiti di nero o la paura dell'inferno vi travolgerà, sarete sopraffatti e vi sentirete piccoli piccoli, la vostra dignità umana vacillerà, la vostra sessualità - che vi riempie di piacere e in alcuni casi d'orgoglio - sarà per voi motivo di vergogna, il diverso va giudicato e colpevolizzato, la xenofobia è un'armatura. Il sesso protetto è peccato, trasmettere l'Aids, no, perché l'Aids, se ci pensate, non esiste».
Allo stesso tempo, i fautori della crisi sono terroristi così come lo sono quelli che sparano alle gambe dei giornalisti o agli amministratori delegati delle società nucleari di Finmeccanica, società statale di un'Italia che, in teoria, ha rinunciato al nucleare con un referendum popolare.
Il risultato finale è lo stesso, la paura è in agguato e la morte, in alcuni casi (32 fino a oggi), sopraggiunge. Tra i fautori della crisi, poi, non ci sono solo i personaggi direttamente colpevoli - che non sono propriamente terroristi, ma veri e propri criminali a piede libero e a posto fisso - ma anche tutti quelli che la crisi la sfruttano per celare i fallimenti personali, per sveicolarsi dagli impegni assunti o per giustificare lo scarico di responsabilità.
- «Ti posso pagare solo fra otto mesi»
- «Otto mesi?!»
- «Sai, la crisi...»
- «Ma lei il mio stipendio lo guadagna in tre ore!»
- «Sai, la crisi...»
- «E se ti mando a 'fanculo mi licenzi, vero?»
- «Certo, poi trovo subito uno stagista appena laureato che fa il tuo stesso lavoro a gratis e tu, invece, t'attacchi»
- «Già, la crisi...»
C'è chi poi usa il male altrui per controllare le persone. Per esempio, addossare ad un intero popolo la responsabilità di non fare la fine di un altro popolo, quando anche quell'altro popolo di colpe non ne ha, se si esclude il fatto di aver fatto governare dei terroristi. Anch'esso è terrorismo. La fine della Grecia, puah. «Le scelte che facciamo servono a non farvi fare la fine della Grecia. Abbiate paura di mandarci via e fateci sistemare le cose che abbiamo rotto senza che voi possiate dire niente, fateci trovare il modo per restare attaccati alle poltrone che indegnamente riscaldiamo. È anche l'Europa che ce lo chiede!».
Questo è il vero terrorismo, secondo me. E se chi ci governa non lo capisce, arriveranno quelli che canonicamente sono chiamati terroristi. In tal caso, mi auguro solo che abbiano il buon senso di fare azioni mirate, senza coinvolgere civili innocenti, così da non essere considerati terroristi, ma solo assassini mossi dalla miseria, in alcuni casi, partigiani.


