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giovedì 10 maggio 2012

Terrorismo divergente

Terrorismo è una parola che non significa niente. Perché se dobbiamo considerare l'etimologia del termine, che deriva evidentemente da terrore, allora i ruoli e i protagonisti si confondono tra loro. Perché il terrore, per esempio, è anche alla base di molte religioni, non solo monoteistiche-musulmane-donnamettiilburka, anzi. 

- «ATTENZIONE. La Farnesina sconsiglia vivamente di passare delle vacanze nella Città del Vaticano o nei dintorni, state alla larga dalle chiese e dai predicatori. Non parlate con nessuno, tenete a distanza gli uomini vestiti di nero o la paura dell'inferno vi travolgerà, sarete sopraffatti e vi sentirete piccoli piccoli, la vostra dignità umana vacillerà, la vostra sessualità - che vi riempie di piacere e in alcuni casi d'orgoglio - sarà per voi motivo di vergogna, il diverso va giudicato e colpevolizzato, la xenofobia è un'armatura. Il sesso protetto è peccato, trasmettere l'Aids, no, perché l'Aids, se ci pensate, non esiste».

Allo stesso tempo, i fautori della crisi sono terroristi così come lo sono quelli che sparano alle gambe dei giornalisti o agli amministratori delegati delle società nucleari di Finmeccanica, società statale di un'Italia che, in teoria, ha rinunciato al nucleare con un referendum popolare. 
Il risultato finale è lo stesso, la paura è in agguato e la morte, in alcuni casi (32 fino a oggi), sopraggiunge. Tra i fautori della crisi, poi, non ci sono solo i personaggi direttamente colpevoli - che non sono propriamente terroristi, ma veri e propri criminali a piede libero e a posto fisso - ma anche tutti quelli che la crisi la sfruttano per celare i fallimenti personali, per sveicolarsi dagli impegni assunti o per giustificare lo scarico di responsabilità. 

- «Ti posso pagare solo fra otto mesi»
- «Otto mesi?!»
- «Sai, la crisi...»
- «Ma lei il mio stipendio lo guadagna in tre ore!»
- «Sai, la crisi...»
- «E se ti mando a 'fanculo mi licenzi, vero?»
- «Certo, poi trovo subito uno stagista appena laureato che fa il tuo stesso lavoro a gratis e tu, invece,      t'attacchi»
- «Già, la crisi...»

C'è chi poi usa il male altrui per controllare le persone. Per esempio, addossare ad un intero popolo la responsabilità di non fare la fine di un altro popolo, quando anche quell'altro popolo di colpe non ne ha, se si esclude il fatto di aver fatto governare dei terroristi. Anch'esso è terrorismo. La fine della Grecia, puah. «Le scelte che facciamo servono a non farvi fare la fine della Grecia. Abbiate paura di mandarci via e fateci sistemare le cose che abbiamo rotto senza che voi possiate dire niente, fateci trovare il modo per restare attaccati alle poltrone che indegnamente riscaldiamo. È anche l'Europa che ce lo chiede!». 

Questo è il vero terrorismo, secondo me. E se chi ci governa non lo capisce, arriveranno quelli che canonicamente sono chiamati terroristi. In tal caso, mi auguro solo che abbiano il buon senso di fare azioni mirate, senza coinvolgere civili innocenti, così da non essere considerati terroristi, ma solo assassini mossi dalla miseria, in alcuni casi, partigiani.

  

venerdì 23 settembre 2011

Wow, viaggio alla velocità di un neutrino!

Non si può sentire, dai. È come dire, chessò: «ahaha, sono forte come Pollicino e ti faccio un culo così!». Superman battuto da un neutrino per ben e ripeto, ben, 60 nanosecondi che in base alla relatività del tempo formulata dal vecchio Albert Einstein - concetto che sembra ormai superato, peraltro - potrebbe a questo punto fare la differenza tra un rapporto sessuale completo e un'eiaculazione precoce. No, invece no, poiché non c'entra un cappero. Perché a parte in quel caso lì che è meglio se te la prendi comoda, la velocità, di questo si tratta, la fa da padrona, non c'è niente da fare. Siamo sopraffatti dalla velocità ed è la velocità il metro di paragone della nostra società per giudicare l'intelligenza. Chi è intelligente? Chi capisce le cose prima. degli altri Cos'è efficiente? Chi risolve prima i problemi. Perché un'auto, una moto, un treno o qualsivoglia mezzo di locomozione è meglio di un altro? Perché ti porta più velocemente dove devi andare. Poi arrivi subito e non sai che cazzo fare, ma questo è un altro problema. Con la tecnologia, per esempio.

Direte mai: 

- «Oh, ho comprato un computer fichissimo, riesce ad accendersi in una mezz'oretta scarsa!»

- «Wow, che culo, chissà quanto costa!»

E così via...

Scemi!

Un neutrino è un nerd della fisica e la velocità riesce a renderlo fico. E sebbene io non abbia niente contro i nerd, devo dargli un'accezione negativa perché sennò non so come concludere il post. In realtà già mi sono perso, se devo dirla tutta. Sono troppo veloce per capirMi, evidentemente. Inoltre, pensavo che ormai dovranno rivedere il concetto di figosità nei fumetti, nelle espressioni comuni dei giovani negli anni '60 e soprattutto dovranno spiegarci per benino cos'è un neutrino perché al concetto di luce pure pure ci arriviamo, ma (da Wikipedia) per dire: «Il neutrino è una particella elementare. Ha spin 1/2 e quindi è un fermione», devo studiare almeno altri due, forse tre - quattro se voglio approfondire anche la grammatica e i predicati (e a qualcuno farebbe bene) - nuovi misteriosi termini. Un macello.

Detto questo, adesso devo scappare perché anche se la velocità e blablabla, sono in ritardo!

mercoledì 19 gennaio 2011

Analisi Microeconomica: Meno male che c'è Mieli

che contrariamente al suo cognome ha servito un boccone amaro da Floris. Ha detto: «Oggi è morto un soldato in Afghanistan, ma tutti i giornali parlavano della vicenda di Berlusconi». Perché siamo impazziti - è sempre Mieli che l'ha detto, eh - siamo tutti impazziti appresso a 'sta storia delle mignotte, delle minorenni, dei festini, delle palazzine gonfie di troie, delle tette rifatte e dei visi tirati con nasi dalla punta all'insù, risultato di un'evoluzione darwiniana-metropolitana: è ergonomica, tipo aspirapolvere. Fra un secolo la punta sarà a coppino, tipo cucchiaino per depositarci direttamente la polvere dell'ammore.

Si è espresso così, eh! Il succo almeno era questo. Di succhi infatti si parla per tutto il tempo...succhi sicuramente ben fatti, presidenziali.

Che fine stiamo facendo infatti? Ci stiamo perdendo nella melma delle sveltine parlamentari e non puntiamo più verso la direzione giusta: quella del sostegno agli italiani in un momento di crisi, quella per la garanzia per le sveltine popolari. E mi regalo un punto esclamativo!

In questo modo il premier crea problemi gravissimi all'incontro tra domanda e offerta, alza i prezzi; l'economicità va a farsi fottere, anche lei.

Per andare con una di quelle signorine là, già devi garantire - in seguito a eventi passati - come minimo una rendita perpetua e dei regalini più o meno continui, ma ora s'è messa in mezzo anche l'emergenza abitativa. Il problema delle case, sempre più sentito nelle comunità italiane, può essere risolto solo attraverso la merceficazione del proprio corpo. È un dato di fatto ormai. Ben venga, per carità, ma non essendo un cittadino medio dotato di palazzine da poter riempire contemporaneamente con giovani sgualdrine provenienti dal nord Africa o dal sud America e con vecchie siùre infastidite "dall'andirivien' di que' là!", siamo tutti fregati.

Non c'è trippa per gatti, nemmeno gli avanzi ci becchiamo. Perché capirai, queste ormai se la cantano e se la suonano in inchieste coi fiocchi e hanno guadagnato pure notorietà. 

Si regredisce, si torna ai vecchi metodi di un tempo. E se nell'economia spicciola e casalinga le signore andranno dal droghiere a comprare qualche frutto di stagione portato dal contadino a km zero, anche i mariti delle suddette signore, dovranno accontentarsi della figlia del pizzicagnolo o, i più snob, della moglie del farmacista. Che comunque ha sempre un suo perché. Si torna alla provincia e alle sue soluzioni estemporanee, vecchio stile, ma efficaci. «Cielo mio marito», ecco cosa riecheggerà negli antri dei palazzi del centro.

Grazie Tremonti e soprattutto grazie Silvio. Bah!

martedì 14 dicembre 2010

Io ne ho...viste cose che voi umani non potreste immaginarvi

Navi da combattimento dei carabinieri in fiamme al largo dei bastioni di Orione e in via del Babuino.

E ho visto i raggi S, (san pietrino, ndUbi) balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser, di piazza del Popolo e via Flaminia…

Ho visto teste di cazzo rovinare tutto con le loro spranghe e bottiglie incendiarie, perché quelle di champagne erano rimaste in frigo. E ho visto giovani che manifestavano per le loro ragioni, messi in mezzo e picchiati per colpa delle teste di cazzo di cui sopra.
E tutti quei… momenti andranno perduti nel tempo delle repliche tv e dei talk show…perduti nel tempo delle fiducie comprate; delle colpe di chi è capro espiatorio anche quando la situazione è più complessa di quella che sembra. Perché c'è da dire che non è certo colpa della signora Tulliani in Fini (o dei Fini in Tulliani durante i loro momenti intimi) se è successo quello che è successo. Come tutti vogliono farci credere. «Perché era meglio non alzare polveroni inutili». Inutili li chiamano...

Come… lacrime… nella pioggia…si perdono anche i disturbatori di professione: quelli della Nord e della Sud, le curve che raddrizzano le spranghe, coi volti nascosti da sciarpe e caschi non per paura di essere riconosciuti, ma per la vergogna. E dei centri di gravità della Destra aggressiva e della Sinistra strillona. Si perdono nelle vie distrutte, nelle vetrine infrante, nelle teste spaccate e nei salotti buoni dove si ritirano i mandanti che oggi gridano, domani cantano insieme.

È tempo… di morire… »


(Grazie a Patè per l'ispirazione e a Rutger Hauer per l'adattamento che ha promesso di recitare semmai dovesse fare un film sui replicanti)

sabato 4 dicembre 2010

Visto che Libero elargisce consigli

Uno ve lo do io.

Questa mattina sulla prima pagina del quotidiano diretto da Belpietro c'erano le foto segnaletiche dei 45 traditori «voltagabbana» che hanno lasciato il PdL per il Pli. E sotto ogni foto il direttorissimo ha segnalato l'email per permettere ai quei cittadini al di sopra di ogni minimo ritegno di insultarli e spammarli di merda - sì, spammarli -

Belpietro scrive: «I cittadini indignati dal ribaltone potranno così far sentire la loro voce ai diretti interessati. Potranno rivolgersi a quel gruppo di parlamentari che è pronto a sovvertire la volontà del popolo sovrano e ad affidare le chiavi di questo Paese a una maggioranza non legittimata dalle urne. Una maggioranza in cui, magari, si infilerà anche la sinistra. Un vero paradosso». 

E qui la perla: «SCRIVERGLI E' SEMPLICE - L'indirizzo email pubblico dei deputati segue questo formato: cognome_inizialenome@camera.it. Un esempio: bocchino_i@camera.it. Fate sentire la vostra voce»... segue lista di streghe da bruciare, eretici da mettere alla gogna e traditori da esporre al pubblico ludibrio da parte difensori dell'ingiustizia, dei tronisti e degli squallidi arrivisti. 

Ma il signor Belpietro, io l'ammiro perché è un genio! Il giochino cognome_inizialenome@camera.it vale anche per tutti gli altri! 

Illuminazione. 

Amici miei, potrete scrivere a quei signori che ieri hanno offeso il Presidente Napolitano, a quei leghisti che sappiamo bene cosa dicono e fanno in barba alla Costituzione. Ma anche al Pd che tace e aspetta chissà cosa, a quei paladini dell'Idv che...che...a loro allegate un corso accelerato di grammatica, iniziamo piano piano. 

A quei ministri con i quali gli studenti non riescono a parlare, per esempio, l'email gliela sfonderei...

Grazie direttorissimo, i sempre più numerosi anti-regime ringraziano, 

Allego pernacchia.

domenica 14 novembre 2010

La fine della seconda Repubblica e l'Erasmus

Un governo tecnico. E, forse in seguito, la Prima Vera Repubblica. Abbiamo mai avuto una repubblica veramente democratica? Direi di no. La prima è caduta perché chi ha governato ininterrottamente per decenni ha fatto i propri comodi, rubava, arraffava, imbrogliava, faceva leggi ad personam quando le persone interessate erano tante e non soltanto una. 

La seconda sta cadendo perché quelli che governano da 15 anni rubano, arraffano, imbrogliano e fanno leggi ad personam, ma l'interessato è uno soltanto, almeno all'apparenza perché in realtà non è proprio così. Bene, allora mi chiedo, se non c'erano democrazia, meritocrazia, amor di patria - se non per la nazionale di calcio e ora neanche quello - se mancavano il senso dello stato, del pudore, quello di Smilla per la neve e quello di ragno, possiamo mai dire di aver avuto una repubblica democratica? Fatta l'Italia dobbiamo fare gli italiani - e questo è ancora un problema tra diverbi, federalismi, incomprensioni - e solo allora potremo parlare di cosa pubblica. La cosa pubblica non c'è, la res pubblica langue. 

Che poi, l'Italia è fatta o il lavoro è rimasto a metà? Perché per quanto mi riguarda l'italia fisica esiste,  come no, ma quella politica è a due o addirittura più velocità.  Quelli lassù non si sentono italiani e forse hanno ragione, sono diversi, il clima è diverso, la lingua, le abitudini, come biasimarli? Andate a chiedere a un siciliano, a un calabrese o a un napoletano se si sente identico a un friulano. «Il Friuli, e chidè?!» E viceversa. E allora io non mi permetto di dare suggerimenti, non sono nessuno per farlo e tanto meno ho l'esperienza di una "repubblica" passata. 

Quindi mi fermo qui, aspetto speranzoso che un giorno potrò votare per una persona che fa gli interessi della società civile e non del solito gruppetto che di padre in figlio si tramanda il potere fine a se stesso. Spero fino in fondo che tutti inizino a volersi conoscere prima di sparare giudizi negativi, che qualcuno faccia un giro da queste parti o da quelle e poi se ne faccia un'idea. L'erasmus lo dovete fare in Italia. Lo studente di Messina deve andare 6 mesi a studiare a Trento perché non sono tutti austro-stronzi, quello di Trieste a Catanzaro e capire che non tutti fanno sparatorie a Palmi.  Il genovese vada a Roma e il romano studi per un po' ad Aosta, così capisce che il Terminillo non è il massimo possibile, che le cose si possono fare anche non a cazzo di cane. Poi si vedrà.

mercoledì 3 novembre 2010

Sono preOccupato senza contratto

e questo mi preoccupa. Non poco. Sono stufo di fare gavette, provette, stagini, collaborazioncine e pezzulletti. Stufo stufissimo dei grazie mille, lei è fantastico, ma no, non doveva, certo, no no, nessun impegno. Ma le pare? La notte di Natale non la festeggio mai, nooo, giuro, mai! Il Capodanno fa ribrezzo anche a me. Esattamente, una festa per shampiste, naturalmente. 

Vabbè, sto esagerando, non è così. Se non altro perché non ho un strafottutissimo contratto e quindi non possono esigere niente da me. Il che se ci pensate è ancora peggio. Sono asservito senza un reale motivo formale, ma solo per non permettere a qualcun altro di prostrarsi al posto mio che, chissà, magari domani hanno una botta di generosità e firmano un paio di fogli di carta. Anche a tempo determinato andrebbe benissimo! Determinato dal fato, dalla maga Magò, dal signor "l'editore", che chi l'ha visto mai quello là. Determinato a lavorare e poter fare progetti non dico a lungo, ma almeno a medio! Il medio; dite che me l'avete dato il medio? Eh sì, lo sento, forte e chiaro. Grazie.

Oppure me ne vado. Papà, mamma, vado a cercar fortuna all'estero. Emigro. Gli italiani non hanno mai smesso di emigrare all'estero. Ora lo fanno in maniera più charmant, ma alla fine il risultato è sempre lo stesso. Me ne vado perché non c'è lavoro, perché il sistema è corrotto, perché non funziona niente e per mille altre cose che conoscete benissimo e non stiamo qui a ripetere che poi magari pecchiamo di qualunquismo. 

Ho fatto un week end in Austria e mi è successa una cosa strana, stranissima. Non mi era mai capitato di andare all'estero e di non elogiare qualcosa di nostrano. Figuriamoci, c'è sempre qualcosa che da noi è meglio, per forza. Insomma, la fierezza resta. Manco per niente. Nemmeno una sera che abbiamo mangiato in un ristorantino pakistano ho pensato, ma pensa che se magnano questi. Era buonissimo. Cazzo. Solo che gli austriaci sono degli stronzi freddi bastardi, ma che c'entra, non possiamo sempre vincere solo perché siamo "simpatici": è squallido ed è al contempo la nostra rovina.

Naturalmente non c'era nemmeno un giornale che non prendesse per il culo Berlusconi e Ruby Rubacuori. Ma porca troia, Ruby Rubacuori. Cos'è, un fumetto erotico degli anni '50? Un filmaccio con un attempato e stempiato Dick Tracy de noantri? No, non mi va di continuare. Me ne vado. Ma io non sono un codardo, forse dovrei restare. O probabilmente sono un fifone. O forse me ne dovrei fregare perché la vita è una e una soltanto e non bisogna per forza spenderla a sistemare le cose degli altri per chi verrà. Insomma, a me non c'hanno mica pensato le generazioni passate. E in questo includo i miei genitori e i loro amichetti che giudicano, ma non fanno. Non hanno mai fatto e hanno lasciato governare l'Italia a questo branco di furfanti. Ora non fate quelli che «nooo, resta acca', nun ce lassà». Ci dovevate pensare prima.

E forse anche io.

lunedì 27 settembre 2010

Se guardi il fondo del bicchiere, inspirando con rassegnazione decisa, la verità ti sembra più vicina

- Quante vite dobbiamo vivere prima di dire di averne vissuta per davvero almeno una? Con quanti molteplici noi dobbiamo rapportarci prima di conoscerci e, probabilmente, disprezzarci? Personalmente credo che sia nato prima l'uovo e poi la gallina si sia sviluppata in autocoscienza. Perché non mi stai a sentire? È interessante come concetto, pensaci bene.

- Mah, non lo so. Te l'ho detto, non mi interessa

- Come non ti interessa? Possibile che non ti rendi conto che il tuo essere io è soltanto una trasposizione mal riuscita del tuo vorrei essere io? Un brutto remake americano di un film di successo trasmesso anni fa. Ecco, perché non accetti il fatto che siamo soltanto quel che rimane di una  pagina ingiallita di qualche rotocalco o magazine alla moda?

- Senti, ora basta. Dovresti uscire, stiamo chiudendo, sono le 3 del mattino e il mio essere io deve prendere uno stramaledetto notturno che mi porterà a casa solo fra 40 minuti. Se va bene.

- Ok, non ci vengo più in questo locale. E avete pure la spocchia di chiedere una tessera "culturale" all'ingresso. Bah. Ingiallita, ricorda, ingiallita!! Ma se ti accompagno a casa, mi ascolti!?

- No, te la do, ma non mi rompere più le palle con queste stronzate da blogger sfigati!



... ;-)
 

lunedì 13 settembre 2010

Riscaldamento locale

Sebbene sia abbastanza sensibile ai problemi dell'ecologia ho smesso di dar retta alle persone che parlano continuamente del fenomeno del riscaldamento globale, ma soprattutto non credo più a chi mi dice che i ghiacci si stanno ritirando. Non è vero e posso provarlo.
L'altra sera, tornando a casa ho scostato i prodotti disposti in prima fila sullo scaffale più in alto del frigorifero e ho notato che, non solo i ghiacci non si ritirano, anzi, avanzano in maniera preoccupante ed esponenziale al contemporaneo abbassamento delle tacche (no, la manovella non è rotta), ma hanno addirittura preso vita propria e iniziano a fagocitare prodotti e barattoli abbandonati al loro destino:  aiutarmi a creare la penicillina in casa e venderla al mercato nero.


Ho una diapositiva e se l'avete già notata scorrendo la pagina verso il basso per vedere quanto era lungo il post e calcolare l'eventuale possibilità di leggerlo senza perdere troppo del vostro preziosissimo tempo da internauti frenetici e insoddisfatti, siete i soliti frettolosi e avete rovinato tutto!








Ora che devo fare? Aspetto che il ghiaccio si faccia strada fino alla porta della cucina per poi frantumarlo e aggiungerlo ai gin tonic durante una festa sotto forma di granatina oppure sbrino tutto distruggendo l'unico caso sulla crosta terrestre di aumento della calotta polare e magari futuro habitat per sfortunati orsi bianchi in cerca di una casa e antipaticissimi pinguini con la voce di Fiorello? Non rischio mica di ritrovarmi Alberto Angela a casa vero? A quel punto preferirei Licia Colò. 

Anzi potrei farlo crescere, polare la cucina di orsi popolari (sì, è voluto) e una volta invitata Licia Colò, sbrinare, farla ubriacare con cocktail freschissimi per poi possederla su un tappeto bianco dalle vaghe forme animali.



martedì 15 giugno 2010

Ci sono professioni e profilassi

- Apri grande

- (Aaahh)
- Grande grande, dai.

- (cazzo non sono un bambino)

- Di meno

- (Ahia)

- Bravo, a destra. Di più. Di meno. Aaapri.

Autorevoli fonti informative universalmente riconosciute, come la serie televisiva Heroes, affermano che «con l'evoluzione, i denti del giudizio non ci servono a un cazzo». Testuali parole. Più o meno.

e sfido chiunque a contestarle davanti a un pubblico di fan o di umbri rosicchiatori di costolette e puntarelle. Non servono mica quei super molari, naaa.
Fatto sta che le lobby dei dentisti non la pensano proprio così, o meglio, non in senso attivo. A loro servono, eccome. Da un lato infatti hanno la possibilità di soddisfare il sadismo accresciuto in anni di studi e dall'altro di lucrare sul male altrui, come gli avvocati, solo che hanno studiato un po' di più, bisogna dirlo. Come i commercialisti, ecco. Moolto meno degli assicuratori.

- No, l'altra sera poi con quello non ci sono uscita, non so se mi piace e un po' troppo frettoloso e irruento. Hihih (risatina complice con quell'altra). Aspira.

- (ma senti queste stronze. Ahia, cazzo)

Rumore del trapano. Il vero dolore non sta nel cucchiaio che si piega, ma nel rumore del trapano che ti entra nella testa, perforando il molare dopato e puntellando direttamente i recettori del dolore in un'orgia di spilli, uno stillicidio di puntine da disegno direttamente nel cranio. Dolore collegato a ricordi atavici. Almeno prima ti davano un lecca lecca quando avevi finito o un ghiacciolo. All'amarena, mi piaceva all'amarena. O alla Coca cola. Ora no, se non sei "uomo" ti prendono pure per il culo.


- E quando lo rivedi? Lo rivedi? Uh, guarda che grumo di sangue, vabbè, aspira. Buono tu, che abbiamo quasi finito.

- (Non è vero! E smettetela di parlare dei cazzi vostri per favore). Uannoh manna, oon cce a facc pù! (avete presente quella cosa gommosa verde che ti infilano per isolare il dente? E per non farti parlare. Si, quella che bloccano con una molla che sembra un fermo da fabbro. Ecco, la odio.)

Sono anni che dico al mio dentista di installare un televisorino al posto di quella luce accecante. Così io mi sparo un filmetto, tutto assuefatto. Preferirei in ogni caso vedere che cazzo state combinando nella mia bocca. Queste donne che ti mettono la mano in bocca e ravano, proprio non le accetto. È uno smacco al ddl bavaglio, quello "per la privacy". Poi perché non mi addormentate con la novocaina per via nasale? Perché non mi sedate come un cavallo? Quell'ago insopportabile. Lunghissimo. Cazzo che palle.

Una pena infinita, per fortuna è tutto frutto della mia immaginazione visto che oggi mi sono fatto fare solo una pulizia per ovviare al mancato utilizzo del filo interdentale. 

Non conosco nessuno che usi il filo interdentale. Se non per legare le zampe di lucertole e ragni. Prima di dargli fuoco. Perverso? Me l'ha insegnato il mio dentista.




mercoledì 12 maggio 2010

Darwin di merda

Le zanzare si sono evolute, notevolmente. l'avete notato? Sono più piccole, agili, infide, silenziose e intelligenti. E poi sono ingorde cazzo! Ma di quanto sangue ha bisogno una zanzara, ettolitri?  Credo comunque che siano tecnologicamente più avanzate di noi, anzi ne sono sicuro. Sono dotate di un sistema di allarme, controllo e puntamento automatico a reattività istantanea capace di identificare la preda, colpirla e volare via prima che questa possa mandare un primo impulso al cervello che poi lo invierà alla mano e questa inizierà il suo lento percorso verso l'insetto - percorso che a voi sembra smisuratamente veloce che nemmeno il maestro Miyagi - invece è rapido come Gasparri mentre fa le parole crociate o quanto l'addetto dell'ufficio postale quando ancora mancano 40 persone prima di voi.

Ma torniamo a quaegli insetti che non capisco come mai siano stati creati, non servono a niente, non fanno parte nemmeno della catena alimentare di un geko malnutrito. Mentre la vostra mano arriva nel punto preciso, sì, quello col bubbone, ecco che loro sono già qualche centimetro più in alto di quanto voi, alla massima distensione del braccio e delle punte dei piedi, riuscireste mai ad arrivare. E ghignano. E di brutto; alla faccia vostra! Sanno aspettare e poi ripiombano su un nuovo target. Aspettano, pazienti e precise come un'infermiera giapponese durante la seconda guerra mondiale. Non chiedetemi perché, ma le infermiere giapponesi me le sono sempre immaginate precise. E molto sexy. Oltre al fatto che fanno punture.

Ci sono le più bastarde poi, quelle che fanno parte del "gruppo d'assalto e distrazione." Il loro modus operandi ricorda certe squadre swat da telefilm americano, si calano in picchiata nell'orecchio della vittima e con un lento ma inesorabile stridire sono capaci di annientare i neuroni così da distrarre (da qui il nome assalto e distrazione, ndUbi) il soggetto che intanto è colpito in più punti. Ecco, ora ne ho una sul collo, ho provato ad eliminarla e lei è sparita, sparita.Sì starà aggiornando su qualche manuale di guerriglia urbana, starà usando internet e scaricando porno splatters. Così, per ingannare l'attesa.

So che comparirà nel bel mezzo della notte, prima mi stordirà, poi mi colpirà. Domani inizierò a grattarmi in diversi punti, allora saprò di essere stato osservato. Osservato capite? Loro vi studiano, da tempo, sanno bene quali sono le vostre abitudini, non hanno mica bisogno di stupidi richiami luminosi, non sono mica allodole! Provate a dire allodole, allodole... dai, non vi sembrano stupide solo a nominarle? Ecco, ora ripetete, zanzara, zanzara...zan zan zan...la musichetta dello Squalo oppure un violino che suona prima che il delitto si compia per mano di un oggetto contundente., affilato e che penetra a fondo. Un pungiglione dotato di idrovora. Una lama rovente nel burro, un pensiero razzista nella testa di Borghezio.

Ah, poi della primavera mi sta sul cazzo anche il polline. Quest'anno è tantissimo, avete notato...?!?!