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martedì 9 marzo 2010

Giulia e Sara, età non dichiarata


Nel terzo e speriamo ultimo spot di Intesa San Paolo si capisce da subito che Giulia è lesbica e ama Sara dalle elementari, quando le spizzava le mutandine sotto il grembiule aspettandola ai piedi dello scivolo. Prima di saltarle addosso in precoci effusioni. Non solo Giulia, da sempre più bruttina e cicciottella e anche visibilmente più vecchia dell'amica, è super innamorata di Sara, ma è pure pazza; tant'è che:

1) Rinuncia ad un anno di supplenza...no, dico, Giulia!
2) Prova a rovinare il matrimonio di Sara, la quale convoglierà sicuramente con il fighetto del liceo
3) Se la prende oltre misura quando Sara le dice tra le righe che bè, sputare sul rinnovo del contratto non è il massimo

Poi siccome sotto sotto o le fa pena o qualche inspiegabile attrazione fisica c'è, Sara paga il conto e indovinate:

Un asilo chiuso da almeno 20 anni, pensa te che investimento sicuro!

Una cosa mi sfugge: come ha fatto Albanese a far parte di una tale associazione a delinquere, autrice di pubblicità ingannevoli, senza essere convinto che non si trattasse di sketch comici, almeno sulla carta?

E poi, un'altra cosa per la Archibugi, autrice della cosa: potevi evitarti il richiamo al fatto che da sempre, sin da quando giocavano con lo scivolo, era Giulia a dire a Sara di "buttarsi". Vuoi un applauso?

Luca, 42 anni

In realtà non ho molta voglia di commentare il secondo capolavoro d'essay di Intesa San Paolo. Non mi va di parlare di Luca, 42 anni, una famiglia e una strada difficile da affrontare: da quando molti comuni stanno seguendo l'ordinanza antiprostituzione di Alemanno gli uomini come Luca sono costretti a fare molti km in là, verso paeselli che un tempo vivevano di scoponi scientifici e ora sono teatro di scopate e di scientifica (la polizia).


Ma torniamo al serenissimo Luca e alla sua aziendina chimica (di Prato? Almeno così sembra) che DOMANI e dico, anzi lo dice Silvio Orlando, domani dovrà chiudere e licenziare 72 dipendenti. Intanto non si chiude da un giorno all'altro e poi non si licenziano 72 dipendendi così a meno che Luca sia non solo l'imprenditore dell'intestazione del video, ma anche il Bonanni de' noantri e li abbia ammaliati con un intervento semidotto e quasichiaro a Porta a Porta mentre c'era un video sull'Aquila e tutti erano distratti a pensare a quanto fosse carina quella fighetta messa lì da qualche invitato del centro-destra.

Comunque, in uno slancio che commuoverebbe non solo la spettatrice media di Capri, ma finanche l'appassionata lettrice di un romanzo di Baricco, il figlioletto (nipote del regista o del produttore perché non si sa come gliela dà sta letterina, nemmeno in un film di Vaporidis) consegna la letterina che farà cambiare idea al caro Luca che fino a pochi secondi fa aveva pensato che sì qualcosa si può fare, ma bisogna rischiare. Bisogna rischiare?!?! Luchino bello, ma nun ce lo' sai (come dite voi che sembrate essere di Prato, anzi Pratho) che l'imprenditore deve rischiare? Che cosa sei, un prestanome? Chi ti c'ha messo lì? Ah, sarai mica il capo dell'azienda chimica dov'è andato a lavorare Claudio, 33 anni che c'è venuto apposta dall'America per vederti fallire? Mica è un film di Park Chan-wook, che è la trilogia della vendetta?!

Insomma, il nostro eroe ha questa idea. Il giorno dopo ne parla al suo entourage, ma non a noi i quali resteremo sempre all'oscuro del piano di Luca. Mah, chissà. Ma d'altronde che ce frega.

Dopo, la rivelazione, che rivelazione non è mica, non si sa niente. A parte che al figlio di Luca gli piace Irene, la figlia di un dipendente che non c'aveva capito una beatissima: nè che non si chiudeva più nè che Irene e il figlio del capo...

Insomma, Luca chiede un prestito. Ma che figata, che idea innovativa! E pensate, Intesa San Paolo glielo concede subito e a un tasso infimo! La banca se ne fotte della probabile situazione di insolvenza, dei debiti, della crisi, della quasi banca rotta e, senza fare minimamente accenno alle pessime capacità imprenditoriali di  Luca, 42 anni, un caso su un milione, non batte ciglio, anzi, ci fa pure uno spot del cazzo.

Certo che di pubblicità ingannevoli ne avevo viste, ma una in cui Silvio Orlando fa la voce fuori campo proprio non me la sarei mai immaginata.

mercoledì 3 marzo 2010

Claudio, 33 anni

Claudio, 33 anni (quindi non è proprio giovanissimo), laurea con lode e dottorato o pieicddì, come lo chiamano gli americani perché Claudio il dottorato l'ha fatto a Los Angeles, porello. Poi Claudio scopre che il flusso canalizzatore di cui parlava Doc Hemmet Brown funziona e senza il plutonio degli israeliani. E via di baci e abbracci e pacche sulle spalle. Claudio c'ha pure una bella figa affianco, si chiama Kate e fa surf, va in spiaggia col maglione, mangia hamburger, insomma. è uno stereotipone americano o pieicddì, come lo chiamano loro. Poi Claudio decide di mandare tutto a puttane, in barba alla fortuna che ha avuto, ai soldi che ha investito e che non recupererà mai e alla faccia di Kate che è una bella figa, anche se parecchio emotiva e piange ogni volta che lo vede pensieroso sulla spiaggia di Elléi o Los Angeles, come la chiamano gli americani. Insomma va dal suo capo che gli dice:
- E' la tua decisione definitiva?
- Sì
- Vabbè, sticazzi, buona fortuna e vaffanculo che ora devo finire di fare qualcosa che stavo facendo.

Claudio esce e ha una cravatta cortissima, ma questo non è più importante visto che sta lasciando l'America, o pieicddì, come lo chiamano quelli che sanno di cosa parlano. Claudio torna in un posto che sembra la Sicilia, con degli sfigatoni e il suo vecchio amico pederasta. Insieme lavorano sull'agitazione del vino rosè da tavola della provincia emiliana. L'amico gaio non sta più nella pelle e fa chiaramente capire a Claudio che sì, è un cazzone ad essere andato via dall'America , ma  soprattutto che è più che disponibile a fare delle ricerche sull'accoppiamento delle particelle di polo uguale.

 Quando escono dallo studio televisivo che vorrebbe rappresentare un laboratorio italiano, ma è lontanissimo dal farlo, Claudio mette il casco e chi arriva? Kate che è chiaramente più brutta di prima e inconsapevole del fatto che ormai il suo boy friend o Claudio come lo chiamavano in America ha una storia con un suo collega. Vanno in moto insieme e si fanno un giro sul golfo di Napoli.

E' una pubblicità pogresso promossa dal ministero? S'intende frenare la fuga dei cervelli? E' il dozzinale trailer dell'ennesima fiction finanziata dalla Rai? No no e no. E' il gruppo San Paolo che ti dice: "a bello, sei tornato, mo so cazzi, stai a rosicà? Cazzi tua, però i soldi lasciali da noi, mi raccomando!" Soldi. Di soldi in Italia ne vedrà pochi e per tutta la vita litigherà con Kate e il riccetto che gli diranno che ha fatto stramale a tornarsene in questa valle di lacrime. Intanto sognerà di viaggi nel tempo su Delorean che lo porteranno in un passato in cui la madre o Milf, come dicono gli americani, se lo vorrebbe fare.


mercoledì 3 febbraio 2010

Avatar

Ecco, dunque, Avatar...da dove incominciare?
Dal trailer di Alice in Wonderland che c'è prima probabilmente. Ecco sì, da lì: fichissimo!

Il resto è ok, ma non basta a fare un casino pazzesco e a far dire a Spielberg che non "usciva dal cinema con questo spirito dai tempi di Guerre Stellari" perché perdonatemi, ma lì almeno c'era una storia, ed era pure pazzesca!

Qui la storia la si capisce appena lui si trasforma in Avatar e becca la tipa. La si capisce subito quando il colonnello sale sul robot, già visto in qualche altro film tra parentesi, e lo si capisce subito quando a lui inizia a prendere strabene, cioè SUBITO! 

Effetti speciali sì e blablabla, niente da dire per carità, ma è anche costato un casino. Sembra un videogame e questo ci piace, non sia mai, ma non facciamone un caso cinematografico così importante per favore. A parte l'idea molto bella del contatto tra i Na'Vi con animali e piante  sacre attraverso l'estremità della coda e della natura stessa intrecciata in una fitta rete di connessioni, il resto è veramente una mera manciata di immagini digitali, di action movie anni '90 e niente più.

Insomma, come l'ha definita un mio amico, è una "cazzata spettacolare".

I miei dubbi sono soltanzialmente 2 se escludo il desiderio di sapere che fine faccia lo scienziato/cazzone/eroe dell'ultim'ora/altro avatar.

UNO, ora ci toccherà pagare sempre 12stramaledettissimi euri ogni volta che vorremo vedere un film perché saranno tutti in treddì?
DUE, L'elicotterista, nonchè Ana-Lucia di Lost (che oh oh, ricomincia proprio stanotte) alias michelle rodriguez, riuscirà mai a fare una parte veramente femminile? No, perché secondo me è abbastanza bona.