venerdì 25 febbraio 2011

I ministeri dalla Memoria corta

La Gelmini e la Brambilla hanno firmato un protocollo d'intesa per stanziare 6milioni di euro alle scuole ch vogliono fare una gita nei luoghi della memoria durante le celebrazioni dell'Unità d'Italia. E fin qui tutto bene, anzi benissimo.

C'è solo un problemino, ma ino ino.

(Dimenticavo, le mete devono essere scelte tra quelle proposte dall'Unità Tecnica di Missione per la celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia nella sezione: I luoghi della memoria, che trovate qui)

E indovinate, potete andare a visitare la lapide commemorativa a sosta di Garibaldi nel comune di Castrocaro, il pannello in ceramica raffigurante i moti cilentani vicino Salerno, il Caffè Pedrocchi di Padova, in cui si possono vedere, pensate, i fori dei proiettili austriaci; una qualunque delle decide e decine di statue raffiguranti l'eroe dei due mondi. Ma nella lunga lista non compare nemmeno uno di quei paesi del centro Italia e del meridione che sono stati saccheggiati, rasi al suolo, bruciati dall'esercito piemontese. Non c'è nemmeno un percorsino nei luoghi dei genocidi di massa, dei massacri, delle violenze a donne e bambini. Dell'uccisione indiscriminata di migliaia di briganti resi tali dalla corruzione dei colonnelli borbonici da parte di Garibaldi, di Vittorio Emanuele e di Cavour con i soldi dell'Inghilterra.

Non c'è nemmeno una riga su Gaeta, l'ultimo assedio a Franceschiello con i cannoni puntati sui civili, uccisi senza ritegno da uno dei tanti grandissimi condottieri piemontesi insignito dalla medaglia al valore. Che valore!

Non sono borbonico, monarchico nè antitaliano, figuriamoci, ma visto che ormai si sta facendo luce su tantissimi fatti nascosti dalla storia in questi 150 anni che danno spiegazioni più che esaurienti sull'attuale questione meridionale e sul moderno federalismo, credo che i ministeri e i comitati tecnici dovrebbero avere il buon gusto di indicare anche i luoghi della tragedia ai danni di civili indifesi.

Non stiamo qui a fare analisi macroeconomiche sull'impoverimento delle casse del sud per favorire quelle del Piemonte, del Veneto e della Liguria, nemmeno sulla grande massa di deportati - sì, deportati - o sugli emigrati forzati oppure sulle fabbriche chiuse e trasportate al nord o sui tributi a carico dei meridionali per finanziare la battaglia in meridione. Sì, avete capito, Vittorio Emanuele impose una tassa ai meridionali conquistati per ripagarsi alcune spese della conquista stessa! 

Però, per la miseria, se si parla di memoria, almeno cerchiamo di ricordare tutto.

martedì 22 febbraio 2011

Cota mostrava le foto di Prodi e Gheddafi e diceva

blablabla e blablabla e sinistrablablalba. E barconiblablabla. Io ho iniziato a pensare alla  sua vita sessuale. Perché Cota è chiaramente omosessuale, questo è chiaro a tutti, no? Anche Maroni è omosessuale, ma non stanno insieme. Almeno non più.

Credo invece che Cota sia fidanzato con un nero musulmano cresciuto in Basilicata; ne sono assolutamente convinto, glielo si legge in faccia. Del resto è il minimo che ci si potrebbe aspettare da uno come lui. Anche Bossi è sposato con una siciliana, sarà per questo che gli piacciono le cassate, detta alla Bolognese però.

C'è Qualcuno convinto che l'amante del governatore del Piemonte - regione dell'Unità d'Italia, ricordo. È stato geniale farla governare a un gruppo di secessionisti - non sia proprio consono alle linee politiche dettate dalla Lega e che Calderoli avrebbe da ridire. Un bel po' da ridire. Secondo me invece ha una serie di filmini del suo amico che fa roba con il tipo cresciuto sotto al Vulture, ma di origini  Congolesi, non scordiamo questo dettaglio. Usa girarli mentre il maiale che di solito tiene al guinzaglio  - dai, quello che assomiglia a Borghezio - gli lecca le zone erogene sotto la cintura. No, non l'ombelico. Sì, lo so, lui la cinta la porta bella alta, per questo ha il doppio mento così alto, ma mi riferivo ad altre zone erogene. Sì, le ha anche lui. Sentitevi liberi di rabbrividire, io non riesco a fermarmi. Probabilmente stanotte avrò degli incubi tremendi. Detesto i doppi menti.

Poi c'è Gasparri. Lui si fa sculacciare dal fidanzato di Cota, ma questo Calderoli non lo filma. Non è bello farsi sculacciare il viso come fa Gasparri. 

- Sì, sculacciami. 

- Ma Gasparri questi sono schiaffi, non sculacciate. 

- Ma che dici, non scherzare. Di schiaffi a me non ne davano nemmeno quando non ero tra i picchiatori fascisti e giravo con i miei non amici di destra.

Poi Cota assomiglia a Ratatouille il topo che cucina la bagna cauda









Anche Gasparri.

lunedì 21 febbraio 2011

C'è brutto tempo, sono incazzato, non lo sono più, anzi sì!

Improvvise emicranie, malumore, sbalzi di pressione, insonnia, ansia e ipereccitabilità. E ancora palpitazioni, dolori alle ossa, mal di stomaco, irritazione alle vie respiratorie, fino ad arrivare a problemi ben più seri come infarto, angina pectoris o ictus, berlusconite o in extremis borghezite. No, borghezite mai! C'è un nome per tutto questo e no, non è sfiga, né paranoia, ma metereopatia. Io ne soffro, lei s'offre, anche se c'è mal tempo, ma non è questa la sede per parlarne considerando che tra di voi c'è ancora chi crede ai bambini nati sotto un cavolo. Avete mai copulato sotto un cavolo? Lei sì, s'offre, l'ho detto.

Preferisco invece discutere del fatto che se sono bello allegrotto, entro in un posto, chessò un bar, una libreria, un posto dove fanno peep show, esco, fuori si annuvola e io divento triste. E non è solo senso di insoddisfazione da peep show o ancora peggio da iperacquisto in libreria o al bar. Forse all'iperacquisto da bar posso associare l'emicrania, gli sbalzi di pressione e l'ipereccitabilità - placata invece dal peep show.

La cosa è seria. Sembro Fantozzi con i sintomi da andropausa


È normale? Capita anche a voi? Potremmo discuterne domani a pranzo con quel simpaticone di Luciano Onder oppure Gad Lerner potrebbe farci un programma invitando il vicegovernatore della Lombardia, messo lì solo per giustificare gli sbalzi d'umore ogni volta che inquadrano la pochette della lega nel taschino o la spilletta di Alberto da Giussano. Alberto da Giussano...mi sta prendendo di nuovo a male...Poi rileggo 'sta roba e sono qui che me la ridacchio. Ma quanto durerà!?

mercoledì 16 febbraio 2011

La profondità del mio pensiero

quest'oggi scende a episodi di infanzia che si ripetono, ai quali non si può dare una vera spiegazione razionale, che non hanno un fondamento scientifico. O forse sì?

Mi riferisco senz'altro alla tragica esperienza di vedere anche il secondo Kinder Bueno volatilizzarsi irrimediabilmente. Era chiaro, no?

Il Kinder Bueno è progettato da diaboliche menti altoatesine con conclamate esperienze paranormali da stagisti sottopagati in un mondo alieno altamente avanzato per permetterti di ingurgitare il primo dei due senza nemmeno assaporarlo, solo per gola, e poi gustare appieno il secondo - che infatti non a caso è incartato in un'altra bustina!

Ieri ho, come di consueto, inghiottito il primo dei due in un millisecondo senza nemmeno masticare, ma col secondo, invece di gustarmelo, mi sono distratto. Pensavo ad altro...shame on me. È finito senza che me ne accorgessi. Sono molto triste, mi ha sopraffatto come quando ero bambino. Solo che da bambino con buone probabilità da qualche parte nella dispensa di mamma - o meglio ancora della nonna...che non è vero che dalla nonna ci sono solo i biscotti della nonna e la torta della nonna. Quella è in tutti i ristoranti d'Italia, sì, ma non l'ho mai mangiata da mia nonna. Mai. - in dispensa...ecco, in dispensa ce n'era un altro!

A casa qui no, perché il Kinder Bueno è un bene di lusso, un piccolo piacere da ultimo secondo della spesa, comprato perché i manager del supermercato - di scuola altoatesina - sanno che una volta ci cascherai e comprerai i kinder alla cassa. O le lamette del MacIII, ma mai i preservativi Primex - con quelli ti fregano, lo fanno per vendere più pannolini e omogeneizzati. È chiaro come la loro superbia.

E niente, sono rimasto fregato e ora chissà quando mi ricapiterà. Però sotto casa mia un tizio ha aperto una gelateria che porta i gelati a domicilio. C'è una signorina pilipina sorridente che salta sul motorino e ti porta il gelato. E anche i coni, eh! Senza e ripeto, senza maggiorazioni di prezzo. Dice che l'ha fatto per le vecchiette che gli chiedevano di portarlo a casa, per i poveri pensionati che non possono muoversi. Ed evidentemente per gente come me. Che comunque ha meno problemi legati al  saccarosio delle altre due categorie. Ha fatto business, lo provo. Vi aggiorno e se fate i bravi vi do anche il numero, ma non fate che chiamate la pilipina e la fate arrivare alla fine dalla Cassia e poi non è vero che abitate là che io vi conosco!

martedì 15 febbraio 2011

Il mio fioraio oggi era un re

un re! Avete presente i chioschi dei fiorai, quelli che rimangono aperti tutta la notte e nessuno sa perché? Forse succede solo a Roma in realtà e quindi mi tocca spiegare la cosa. Ecco, a Roma i chioschi dei fiorai rimangono aperti tutta la notte e nessuno sa perché. Punto.

Ma torniamo a noi. Questi chioschetti, sono delle oasi fredde e desolate ai margini di molte, moltissime vie, al cui interno omini egiziani sonnecchiano e ascoltano musica nella solitudine più assoluta. Il loro business, essendo per natura - ed è proprio il caso di dirlo - effimero e delicato come un iris che profuma di vivaio e di smog, è altamente contrattuabile. Insomma, da un prezzo di partenza mediamente alto, si arriva, in base alle variabili "ora della notte, quantità acquistata e disponibilità ad intrattenere una conversazione sulla situazione dell'Egitto post Mubarak"  allo svilimento economico di almeno il 50%. 

- Calle bellissime, dammi 20 euri amigo, senti che profumo, senti!

- No Adyl, te ne do 5

- 15, dai e ti do anche un mazzetto di ginestre
- 5, Adyl, non fare il furbetto

- Ok amigo, vai da fidanzata, eh!? (segue occhiolino complice)

Ecco, stasera non era così. Non era affatto così!

Stavo andando al compleanno di un'amica e mi sono fermato a prenderle dei fiori. Vedo le macchine in doppia fila e già sembrava strano; parcheggio il motorino e mi avvicino. Una decina di uomini dall'aria che era un misto tra lo sfranto dell'ultim'ora, il colpevole e il "su, se li merita dai" era in attesa che qualcuno dei 4 e dico quattro assistenti dell'egiziano preparasse un mazzo di fiori. Senza badare a spese. Un tipo ha preso una roba come 120 rose che in euro sono davvero un fracco di soldi e non ha battuto ciglio. Io ho fatto un mazzo e di contrattazione non se n'è proprio parlato minimamente. Amigo, stasera è così, è San Valentino!

San Valentino!!

Tralascio le considerazioni sulla stupidità della ricorrenza e mi concentro solo sull'inflazione galoppante che tale "festa" comporta per gli outsiders. Ma dico io, caro signore peccaminoso, se vuoi comprare 120 rose rosse che avranno una vita di, chessò, 2 giorni al massimo, potresti per cortesia farlo in un giorno normale e non creare un circolo vizioso di domanda e offerta che dà alla testa del mio sincerissimo amico Adyl?

Ti sembra giusto? A me no, per niente. Spero che tua moglie non solo non abbia gradito il gesto, ma che anzi, abbia storto il naso e che alla fine ti abbia confessato che il suo amante 25enne l'ha soddisfatta per 4 volte oggi pomeriggio e alla conclusione di questo idillio amoroso che «tu, nemmeno quando eravamo fidanzati», le abbia regalato un semplicissimo, ma davvero pregno di significato, bacio perugina da 10 centesimi preso al posto del resto delle sigarette!

Stronzo, te lo meriti, la prossima volta compra un brillocco a tua moglie...che a quanto pare è pure troia, eh!


mercoledì 9 febbraio 2011

Un Baiocco inzuppato nel latte e caffè

quando il caffè è caldo, il latte è tiepido. Il biscotto entra con classe, vedi quasi le gocce di latte espandersi come nella pubblicità, rimane il tempo necessario e ne esce perfetto, gustoso, morbido al punto giusto. Una goduria. Se tutto nella vita fosse gustato come si gusta quel Baiocco, il mondo sarebbe meraviglioso e non esisterebbero il senso di impotenza, la sensazione di innappropriata presenza all'interno di un contesto che ci appartiene solo quando non ci conviene. Ogni giorno vi si dice: «sei troppo grande per questo»...e allo stesso tempo non vi sentite abbastanza maturi per quello...

Voglio che oggi vi sentiate un Baiocco e che tutte le vostre scelte siano un lento avvicinarsi al latte e caffè - o nel te, nell'acqua se vi piace mangiarli così - e che possiate stare immersi il tempo necessario per uscirne soddisfatti, appagati. Perché gli strappi all'umore altro non sono che una lunga esposizione e l'insoddisfazione è metafora di fugacità dell'inzuppo. 

La vita è questo. Il giusto timing, le scelte appropriate. Il terzo tempo del giocatore di basket, la visione del playmaker, lo schiva schiva colpisci del boxeur, il bastone e la carota del buon genitore. Del buon amante. Vivete così, pensando al tempo. Ma non al tempo che passa, che è stato o che sarà. Al tempo che state vivendo in quell'attimo. Un tipo una volta mi disse: non pensare di arrivare dove devi arrivare, ma pensa al momento che stai vivendo e arriverai senza sforzo alcuno., ma con cognizione di te e del gesto. L'ho capito adesso. L'atto è più importante dell'azione stessa.

Vi auguro una giornata pacata, con la cognizione di voi stessi, perfetti Baiocchi nel latte e caffè di una mattina che sta per iniziare. Di un giorno che è attimo nell'eternità.

Tutto questo perché io un Baiocco, ora, davvero lo vorrei, saprei amarlo!

giovedì 3 febbraio 2011

L'odore del freddo ha qualcosa di speciale

qualcosa che non riesco a decifrare. Sono stato un po' sul balcone cercando di capire e scomporre l'aria e i profumi. Ma niente, non lo classifico. Sarà che lo smog rarefatto dal freddo ha un non so che di penetrante o che le resine congelate sui tronchi rilasciano essenze meno sferzanti. Forse è il raffreddore. Ma no, è colpa dell'inverno.

Mentre infatti la primavera e l'estate si riconoscono anche per i loro composti - senti il gelsomino, il pino marittimo, la ginestra, l'erba umida del mattino o appena tagliata, la crema sulle sue gambe dorate e lisce - con l'inverno non ce la fai. Anche in montagna. L'odore della neve non è caratterizzante e nemmeno quello delle conifere - termine scentifico da scuola media che mi vanto di ricordare- riesce a essere preponderante. Certo, in montagna si fanno largo a spallate l'odore del burro cacao, della salsiccia con i crauti e la scamorza affumicata; della mostarda che ti entra nelle narici. Della birra ghiacciata e della panna sul bombardino. De' grapìn!

La birra - che deve essere ghiacciata - la bevi tutto l'anno e ha sempre un odore diverso. Perché se la bevi in riva al mare si mischia alla salsedine portata dalla brezza, mentre se la sorseggi su una panca di legno fuori da una baita si combina all'odore del fumo che esce dal camino, al ketchup sulle patatine. 

L'inverno ha sempre lo stesso odore, ma non sai descriverlo. 

È una cosa che mi manda ai matti.

Sarà per questo che preferisco la primavera, l'autunno e l'estate, ma dell'inverno ho grande rispetto. 

venerdì 28 gennaio 2011

Una bici senza sellino

questo ci propinano come unico mezzo di locomozione. E a noi quasi quasi...eh!?

Detta così potrebbe sembrare una futuribile azione governativa promossa dal nostro presidente mandrillo - che male, malissimo incarna le fisique du role* dell'italiano latin lover, perché costui mai e poi mai è costretto a pagare per bere bitter campari e fare il karaoke nella sua discoteca dal nome coloniale - 

Immaginate, in parlamento: «Da oggi le bici non avranno più sellino».

-Bondi: Bene così posso levare finalmente il cilicio e fustigarmi così, pedalando secondo il Tuo volere.

-Bindi: Non dovrei dirlo, ma mi sento di approvare la proposta di legge della maggioranza senza remora alcuna.

-Santanché: Ma non era già entrata in vigore?

-Gasparri: Perchè!?

-La Russa: Cazzo sì, cazzo sì!

-Carfagna: per le pari opportunità, alcune donne dovrebbero poterlo installare vibrante a spese statali.
-Brambilla: Io ce l'ho già vibrante, non costa un cazzo.

-Alfano: Mi sembra una decisione efficace e strumentale per aumentare il senso di benessere degli italiani e se poi l'ha detto Lui...
seguono Vespa, Feltri, Belpietro: Il pdl approva una legge fortissimamente voluta da molti esponenti della sinistra che non hanno avuto il coraggio, come al solito, di proporla...vero onorevole Vendola?

-Tremonti: Fa parte della necessità di mantenersi per un po' in linea con quelli che sono i dettami di un'economia che sta uscendo felicemente dalla crisi: non sbilanciarsi troppo, essere cauti e non troppo avventati nel procedere sulla strada maestra. Attenti ai dossi e alle buche inflitte dal difficile percorso. 

Bossi: Dhaoih sellino#*, dahdjertn*## federalismo

Calderoli, Zaia e Borghezio: Quei terun che vanno a lavorare co 'a bici saran cuntent', noi  'a vulem recepir' sulamen't se levam' anche il manubrio, te capì?! E a la mia siura ci piace che le ricorda il marito, ne. (Segue fragorosa risata da ubriaconi dentro una taverna medioevale).

Io mi sento di navigare in queste acque. 
Navigo a vista su una bici senza sellino per volere delle ultime amministrazioni da 20 anni a questa parte. E a me non piace; non piace per niente. E preferisco andare a piedi, metterci più tempo rispetto a tutto il resto d'Europa, ma almeno non rischio di farmela piacere questa storia del sellino. Perché molti sembra proprio che ci prendano gusto. E se ti piace andare senza sellino, poi non ti devi lamentare per le fregature che prendi ogni giorno. Proprio non puoi.



*physique du rôle. Ok, D.!?

martedì 25 gennaio 2011

Lettera aperta a Bruno Vespa

(Ricevo e pubblico una lettera scritta da alcuni amici. Qualora ne condivideste i contenuti, vi pregherei di farla girare o semplicemente inviarne copia firmata con nome, cognome, città di provenienza ed età a uno di questi indirizzi email: e.burckhardt@gmail.com o maior@hotmail.it. Naturalmente è assolutamente garantito l'anonimato dei blogger che invieranno firmando con il loro vero nome. Grazie mille)
 

Egregio dottor Vespa,


”Le posso fare una domanda? Ritiene che la chiusura della trasmissione di

questa sera possa ritenersi imparziale? Dottor Vespa, questa trasmissione è condotta

e organizzata con onestà intellettuale, o vi è forse il tentativo di manipolare la

coscienza dei suoi telespettatori?”

Se ieri sera fossi stato seduto al posto dell’Onorevole Melandri o di qualsiasi altro

ospite di “Porta a Porta”, ivi compresi gli esponenti della maggioranza, non avrei

potuto esimermi dal porLe, con garbo ed educazione, queste semplici domande.

Vi sono scelte relative al Suo programma che un utente Rai ha il diritto di

criticare, ma non certo di condannare. Ieri, invece, mentre il Presidente del Consiglio

inveiva contro il Suo collega Gad Lerner, a “Porta a Porta” è successo qualcosa di

molto grave che Le impedisce d’esimersi dal dare spiegazioni. A me, come a decine

di altri spettatori che firmeranno la presente, è apparso incontrovertibile che Porta a

Porta abbia voluto subdolamente far passare un vero e proprio messaggio politico.

Limitiamoci agli ultimi e più significativi venti minuti. Un servizio ritraeva un

delizioso quadretto familiare sconcertato dall’indecente modo in cui viene oggi

descritta la “povera” Ruby, da loro in passato così generosamente ospitata. Alle

specifiche domande della zelante intervistatrice, la serena famigliola ha risposto a

regola d’arte entrando nel merito di tutti gli elementi rilevanti per l’inchiesta che vede

il Presidente del Consiglio indagato per favoreggiamento della prostituzione. “Ruby

non dimostrava meno di 22 anni” (favoreggiamento della prostituzione minorile),

non crediamo che Ruby possa essere coinvolta in una vicenda quale quella ipotizzata

dai magistrati milanesi, Ruby è persona di sani principi e valori, “non è una prostituta

[…] in discoteca abbiamo sempre visto che aveva una barriera, che non andava

oltre…” (concussione). Le dirò che non si capisce quale rilevanza debbano avere per

me spettatore i giudizi morali su Ruby di queste persone che, oltretutto, dimostrano

oltre vent’anni più della loro “sexy e bellissima” amica, con cui però trascorrevano

spassosissime serate in discoteca. Ad ogni modo, tutto quello che poteva essere detto

per togliere credibilità ai capi d’accusa è stato recitato con precisione certosina da

questi improvvisati testimoni. Non finisce qui. Al termine del servizio, a scanso

di equivoci, Lei ha tenuto a precisare che appare verosimile che Ruby possa aver

mentito sull’età anche ad Arcore.

A questo punto, egregio dottor Vespa, consideravo il limite della decenza

abbondantemente superato, tuttavia, al peggio non c’è fine.

Senza contare il successivo servizio sul Pd, costruito in maniera tale da

evidenziare in tutti i modi ogni debolezza e difficoltà del partito, Lei non ha mancato

di sottolineare scrupolosamente come un’altra testimone del sexgate berlusconiano,

Nadia Macrì, appaia oggi decisamente confusa.

Al di là delle convinzioni personali, egregio dottor Vespa, pensa che la Sua

trasmissione di ieri sera possa dirsi conforme all’etica giornalistica? Infine, secondo

Lei “Porta a Porta” può dirsi un programma degno del servizio pubblico per il quale

mi accingo a pagare 110,00 euro di canone?

In attesa di un Suo gentile riscontro, La ringrazio infinitamente per l’attenzione e

La prego di gradire i miei più cordiali saluti.

sabato 22 gennaio 2011

Sopportiamo tutto senza senso,

ma tutto! Non c'è più limite alla decenza, al decoro e alla morale. Sopportiamo se fanno una sparatoria e ammazzano tre fratelli in un colpo solo, cioè, non con un solo colpo, ma in una botta sola; no, nemmeno con uno sparo solamente...Va bè, ci siamo capiti.

Sopportiamo questo e altro, gente che salta la fila, che rubacchia, che ruba alla stragrande,  che vuole censurare gli scrittori e bruciare i libri, che mente, che mente! - dovevo scriverla sta cazzata - che cazzata! Che cazzata...come disse quell'attricetta alle prime armi e comunque disarmata davanti a quel fisico e al suo affare lungo e nero. Non aveva mai visto un telescopio, ne rimase sconvolta. Soprattutto quando il fisico in questione provò a infilarlo là dove non batte il sole asserendo: "su, addentriamoci fino in fondo nel tuo lato scuro, giovane Padawan". Si chiamava così, Padawan. Il padre aveva fatto la comparsa in uno degli episodi di Guerre Stellari. «Ecco, lo vedi quel clone, sono io!»

-quale, papà?

-dai, quello! Quello vestito di bianco, col casco e la visiera nera! 

-Ma ce ne sono migliaia!

- Sei proprio un clone! Interveniva allora la madre dislessica.

Sapete per cosa ci incazziamo davvero? Per gli abbaglianti. Questo ci manda fuori di testa e allora siamo rispettosi nei confronti degli altri. Con gli abbaglianti non si scherza. Prendete il mondo con lo stesso spirito con cui usate i vostri abbaglianti. Chi ha i fari allo xeno è fuori dai giochi, quelli danno fastidio sempre. Avete mai superato i limiti di velocità, guidato in stato d'ebbrezza, parlato al cellulare, "dimenticato" di mettere la cintura, ritardato il pagamento dell'assicurazione? Si, sì e ancora sì. Ma gli abbaglianti no. Ora prendete la vita reale. Cosa potrebbero essere gli abbaglianti? Ve lo direi io, se questo post avesse veramente un senso. E in realtà ce l'ha, eccome. Ha un senso e una direzione, ma non sono logici. Se cercavate delle risposte dovevate recuperare la vostra copia del Manuale delle giovani marmotte, di Class degli anni '90 o di qualche giornaletto porno nascosto chissà dove. 

Guardate sotto al letto a casa dei vostri genitori o dentro qualche vocabolario di latino...E se lo trovate, buon week end!

mercoledì 19 gennaio 2011

Analisi Microeconomica: Meno male che c'è Mieli

che contrariamente al suo cognome ha servito un boccone amaro da Floris. Ha detto: «Oggi è morto un soldato in Afghanistan, ma tutti i giornali parlavano della vicenda di Berlusconi». Perché siamo impazziti - è sempre Mieli che l'ha detto, eh - siamo tutti impazziti appresso a 'sta storia delle mignotte, delle minorenni, dei festini, delle palazzine gonfie di troie, delle tette rifatte e dei visi tirati con nasi dalla punta all'insù, risultato di un'evoluzione darwiniana-metropolitana: è ergonomica, tipo aspirapolvere. Fra un secolo la punta sarà a coppino, tipo cucchiaino per depositarci direttamente la polvere dell'ammore.

Si è espresso così, eh! Il succo almeno era questo. Di succhi infatti si parla per tutto il tempo...succhi sicuramente ben fatti, presidenziali.

Che fine stiamo facendo infatti? Ci stiamo perdendo nella melma delle sveltine parlamentari e non puntiamo più verso la direzione giusta: quella del sostegno agli italiani in un momento di crisi, quella per la garanzia per le sveltine popolari. E mi regalo un punto esclamativo!

In questo modo il premier crea problemi gravissimi all'incontro tra domanda e offerta, alza i prezzi; l'economicità va a farsi fottere, anche lei.

Per andare con una di quelle signorine là, già devi garantire - in seguito a eventi passati - come minimo una rendita perpetua e dei regalini più o meno continui, ma ora s'è messa in mezzo anche l'emergenza abitativa. Il problema delle case, sempre più sentito nelle comunità italiane, può essere risolto solo attraverso la merceficazione del proprio corpo. È un dato di fatto ormai. Ben venga, per carità, ma non essendo un cittadino medio dotato di palazzine da poter riempire contemporaneamente con giovani sgualdrine provenienti dal nord Africa o dal sud America e con vecchie siùre infastidite "dall'andirivien' di que' là!", siamo tutti fregati.

Non c'è trippa per gatti, nemmeno gli avanzi ci becchiamo. Perché capirai, queste ormai se la cantano e se la suonano in inchieste coi fiocchi e hanno guadagnato pure notorietà. 

Si regredisce, si torna ai vecchi metodi di un tempo. E se nell'economia spicciola e casalinga le signore andranno dal droghiere a comprare qualche frutto di stagione portato dal contadino a km zero, anche i mariti delle suddette signore, dovranno accontentarsi della figlia del pizzicagnolo o, i più snob, della moglie del farmacista. Che comunque ha sempre un suo perché. Si torna alla provincia e alle sue soluzioni estemporanee, vecchio stile, ma efficaci. «Cielo mio marito», ecco cosa riecheggerà negli antri dei palazzi del centro.

Grazie Tremonti e soprattutto grazie Silvio. Bah!