La Tav è espressione di mobilità, la montagna di immobilismo. I contratti a tempo indeterminato sono noiosi, bisogna stare sempre col pepe al culo. Muoversi, muoversi, fast food, fast web, fast and furious, fastidio. Io provo molto fastidio ultimamente, eppure ho sempre pensato che la velocità fosse una condizione necessaria e sufficiente per giudicare positivamente la maggior parte delle cose. Eccetto il sesso, là chi veloce viene, veloce se ne va, si sa. Per il resto è bello, pensateci. Uno che capisce le cose velocemente è intelligente, muoversi rapidamente è positivo, finire prima qualcosa che si deve fare, di solito è il risultato migliore ottenibile, in una gara non vince mai il più lento (il Trota non fa testo).
Serve davvero avere questa velocità?
Possiamo comunicare con tutto il mondo alla velocità del pensiero, sapere quello che succede in tempo reale, ma la maggior parte delle persone guarda le foto e commenta gli status della vicina di casa oppure conosce a menadito la situazione in Medio Oriente, ma si fa fregare un sacco di soldi pubblici dall'amministrazione comunale.
Prendete Twitter, è geniale per un sacco di cose. Accorciando le frasi e usando solo 140 caratteri possiamo dire tutto talmente velocemente che alla fine lo facciamo nel minor tempo possibile, però poi lo dimentichiamo per passare a qualcosa di nuovo oppure lo diciamo a metà. Ricominciare, sbrigarsi, cambiare, seguire l'hashtag del momento. Ci fa bene evirare i concetti?
Cambiare telefono, cambiare pc o mac; ah, ora vi tocca cambiare l'Ipad che anche se il vostro l'avete comprato due giorni fa, lo sapete, il 3 esce domani. Evvai. La sensazione che tutto sia vecchio e da cambiare. Produce consumo e spazzatura che non siamo in grado di smaltire.
Poi ci sono cose che dovrebbero essere veloci e invece durano una vita. Le burocrazie, le file per sbrigarle, i tempi per realizzarle.
- «Ciao, sono Fabio»
- «Ciao, io sono Marina»
- «...»
- «...»
- «Mi piaci»
- «Anche tu, ci appartiamo?»
- «Ok»
- «M'è piaciuto, bravo»
- «Grazie, scusa, ma il prossimo allo sportello per le raccomandate sono io»
Effimero come i capelli di Berlusconi. Contraddittorio come la laurea di Di Pietro.
Vogliono spendere un sacco di soldi e distruggere la Val Susa per far viaggiare le merci con mezz'ora in meno e continuano ad ammassare senza problemi migliaia di persone che ogni mattina, per non arrivare tardi e poter viaggiare seduti, dormono sulle panchine della stazione. Vogliono fare presto a recuperare gli anni di sviluppo mancato e rallentano le imprese e i salari di chi consuma.
Tutto ciò è fuorviante come un neo di Bruno Vespa. L'uomo che ogni sera ospita i maggiori responsabili di questo smarrimento e li fa ergere a critici distaccati come se nulla fosse.
Tutto è talmente veloce che dimentichiamo presto, prestissimo, chi ci ha governato e siamo già al prossimo tweet. È ora di fermarsi e rileggere tutto quello che avete scritto finora.


